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Rispetto, una parola sedotta e abbandonata

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di ROSA MANNETTA

Pochi giorni fa, un bengalese è stato picchiato a Roma da un diciannovenne e da altri ragazzi italiani.

 

Il diciannovenne è considerato un ultras romanista ed è stato accusato di tentato omicidio aggravato dall’odio razziale: prima ha riempito di pugni il bengalese, poi quando era a terra, ha sferrato dei calci con altri complici. I complici sono stati denunciati a piede libero. Il bengalese ha affermato: “Mi hanno picchiato e mi hanno difeso due ragazze e un ragazzo. Io lavoro e non capisco questa violenza”. Perché questa aggressione? Perché questa mancanza di rispetto? Il rispetto consiste nell’accettare una persona nella sua individualità. Ciò che sta succedendo a Roma, negli ultimi tempi, denota un totale disprezzo verso il termine “rispetto”. Chiedo a Maria Grazia, al bar Maracuja, davanti ad una bibita, di cosa ne pensa. Maria Grazia dice: “Io non posso capire questa violenza. Non si rispetta più nulla. Noi siamo degli esseri viventi e dovremmo rispettare la vita di ognuno. Dovremmo. E’ quel “dovremmo” che dà da pensare. E tra aggressioni, attentati terroristici, noi siamo ostaggio di persone violente. Persone che partono dal fanatismo razziale o da una istigazione al terrorismo. Perché questi attentati si verificano nei luoghi pubblici, facendo strage di persone comuni? Il terrorismo è una forte arma da parte dei grandi del potere, nel senso che ci inducono a pensare che l’Occidente sia “buono” e l’Oriente sia “cattivo”. E per salvarci, da questa violenza, ci toglieranno la nostra libertà. E’ tutto calcolato”. Le osservazioni di Maria Grazia sono interessanti. Riflettiamo. A chi può essere utile il clima di terrore? Le ideologie non reggono. Alla base esiste un disegno politico che governa le menti di noi cittadini di Paesi europei. Noi cittadini, non liberi. Il caso della Catalogna è un esempio. L’Europa non è intervenuta nella diatriba catalana. Questo evidenzia che la Comunità Europea non vuole disgregazioni al suo interno. Il divorzio britannico è stato un tormento. E la Catalogna può di indebolire l’Europa: questa è la libertà che ci fanno credere che abbiamo. Questo è il rispetto che viene diffuso, come metodo di educazione della collettività. Un caso di mancanza di rispetto, anche a Schio, nel locale di Nonno Egidio. La proprietaria, Marta Benetti, ha raccontato di aver trovato nella cassetta delle lettere, un messaggio in cui si definiva “lurido cane”, la piccola bastardina Ariel che è abituata a girare tra i tavoli del suo ristorante. Ariel, vive con lei nell’appartamento sopra al ristorante. Altra brutta storia. Non si rispetta nulla. A conferma di ciò, una persona, mi ha confidato: “Ho detto ad un collega che ho un problema serio di salute. Il collega mi ha risposto: “Io viaggio tutti i giorni da Napoli a Caserta”. Mi sono sentito umiliato”. Il racconto di questa persona non mi ha più sorpreso: non si rispetta neppure chi ha un problema di salute. E’ orrida questa mia consapevolezza. Richard Dawkins scrive: “Noi siamo veicoli programmati per la sopravvivenza..”. Siamo diventati veicoli predisposti a recepire ciò che vogliono farci intendere.