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Campania: La CGIL spaccata dalla lama della 107

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di LUIGINA FAVALE

Che la scuola sia stata abbandonata dai sindacati forti è cosa risaputa. La sofferenza dei docenti precari usati per mandare avanti l'anno scolastico e poi dimenticati per anni nelle graduatorie, dei docenti di ruolo sempre più burocrati e meno maestri, delle famiglie incapaci di costruire un dialogo educativo con la scuola, dei bambini H ai quali spesso non viene garantito la presenza dei maestri specializzati , degli Ata sempre troppo pochi in scuole enormi, dei dirigenti scolastici sempre più investiti di responsabilità è muta per le orecchie di chi siede al tavolo contrattuale con il governo. La CGIL storica sigla sindacale istituita per difendere i diritti dei lavoratori è stata forse quella più colpevole della delusione e della sofferenza della scuola. Culla del ministro della pubblica istruzione, Valeria Fedeli, i signori della CGIL hanno firmato l'accordo per tutti i punti della 107 , la legge de "la buona scuola". Poche settimane fa, la segreteria regionale Campania  della Cgil aveva invitato proprio la signora Fedeli ad un convegno nella città di Benevento. In quella occasione le tensioni tra il ministro e gli esponenti del suo stesso sindacato si erano fatti sentire talmente forti   che il ministro fu costretta a lasciare la sala del convegno per uscire nella piazza. Ragazzi che manifestavano pacificamente contro il progetto di alternanza "scuola-lavoro" furono quindi ascoltati dal ministro (dopo aver superato la polizia antisommossa) all'aperto sotto i volti visibilmente imbarazzati di scorta e portaborse del ministro.

 

 


La politica, che ha messo in ginocchio il Sud, confortata da sindacati ed associazioni che  non rappresentano il popolo e che stanno mortificando la scuola va contrastata. E lo si fa con scelte coraggiose.

Ebbene,  il "mattino di Napoli" pubblica oggi la notizia che ben 22 membri dell'esecutivo CGIL hanno rassegnato le dimissioni  in seguito all'incapacità ormai di sopportare una linea che dal momento della firma della 107 è diventata pesante da accettare. Il comparto scuola è ormai presso qualunque bandiera politica , sindacale e associativa un argomento frizzante. Persino la raccolta firme per il referendum abrogativo della 107 del 4 dicembre 2016 divenne motivo discussione al punto tale che vi fu il boicottaggio della Confederazione. Chi non si allinea alle idee di un gruppo, di solito è destinato a combattere da solo e a portare avanti battaglie con maggiore difficoltà rispetto alle prospettive e agli obiettivi perseguiti insieme. Pertanto , come spesso accade , chi non riesce a tradire o a mortificare se stesso e i propri principi o soccombe o con grande coraggio fa una virata al fine di vedere salvaguardato  il rispetto delle proprie passioni . Così i dirigenti provinciali di Napoli, i responsabili regionali, i responsabili di sede e i consulenti hanno lasciato le proprie cariche e hanno revocato la propria tessera sindacale abbandonando CGIL per abbracciare il coraggio della libertà di opinione e di valori.

La sottoscritta ritiene che fatti come questi possono costituire la base da cui far nascere nuove idee e la speranza che evidentemente, c'è ancora chi crede che la differenza si può ancora fare. Eventi come questi non sono la ribellione. Sono la rinascita. Sono la consapevolezza nuova che questo Paese ha bisogno di svecchiarsi da linee politiche e sindacali tutte uguali e che è tempo orami maturo di costruire senza divisioni. Tante persone ma obiettivo comune.