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TAP: Diritti negati e cittadini fantasma

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di LUIGINA FAVALE

Dopo due anni di manifestazioni, di presidii, di difesa, di denunce  prese pur di salvaguardare gli uliveti salentini, ci ritroviamo ancora una volta a trattare argomento: terre del basso Salento!


Il magistrato Cataldo Motta con l'ordine di sequestro di tutti gli ulivi della zona cuscinetto e con le procedure di inchiesta contro il  signor Silletti della forestale e dei suoi collaboratori aveva preservato più di un anno fa, l'eradicazione di migliaia di ulivi, tra Torchiarolo, Oria, San Pietro Vernotico, Lecce, Melendugno e comuni del basso Salento, "affetti" da xylella.

Ma scongiurata questa fase, i contadini delle zone interessate stranamente dal virus portato dalla sputacchina, si ritrovano con un nuovo  mostro da combattere, ancora più grosso. La Tap!

La Tap che guarda caso prevede il passaggio del gasdotto " trans-adriatico" proprio nelle stesse zone presumibilmente interessate dal virus della xylella.

La sottoscritta mesi fa aveva pure intervistato il signor Cristian Casili, consigliere regionale del M5S, poiché presente ad uno dei presidi di San foca insieme a circa 30 sindaci salentini e protagonista di pestaggio da parte della polizia antisommossa. In quella occasione durante la mia intervista il signor Casili aveva espresso seria preoccupazione per i territori salentini ed io che lo ascoltavo mi rendevo conto di quanto a volte le politiche economiche a scopi, che se mi è consentito dirlo, appaiono quanto mai lucrose, sono capaci di sconvolgere territori e uomini fino a giungere allo scontro dello Stato contro lo Stato: la polizia che carica i sindaci con la fascia tricolore sul petto, ha veramente del paradosso.

Il giorno 12 novembre scorso il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha emanato  un' ordinanza con la quale vieta la circolazione e lo stazionamento  e addirittura  l'accesso per 30 giorni nelle aeree del cantiere Tap. Il tutto senza che il Comune di Melendugno sia stato preventivamente avvisato, pertanto i contadini si sono ritrovati nell'impossibilità di raggiungere i propri terreni per curarli e per eseguire le quotidiane pratiche agricole, compresa la raccolta delle olive che in questo periodo tiene vivo e vigoroso tutto il sistema economico contadino e cittadino del Salento. Cittadini completamente ignorati. Cittadini fantasma ai quali non dare spiegazioni di nessun tipo. Paesi presidiati da oltre 250 agenti delle forze dell'ordine come in nessuna azione antimafia. Ancora una volta mi spiace veramente doverlo scrivere e pensare, lo Stato contro lo Stato. Un dispiegamento di energie e di risorse contro dei cittadini, contro territori già poco aiutati dalle politiche governative nazionali, a favore invece dei privati. Un favore che non resta nemmeno in Italia. Un passaggio offerto gratuitamente a scapito di un territorio che produce beni di prima necessità e che in secondo luogo è anche meta turistica conosciuta e apprezzata non solo in tutto lo stivale ma anche dagli stranieri.

L'impatto ambientale che deriva dall'impianto del gasdotto a causa del riscaldamento globale che genera, potrebbe influenzare tutto l'indotto economico, turistico e soprattutto di salute del Salento. Un impatto ed una pericolosità sottovalutata completamente dal manager Tap,  Elia Michele, lo stesso uomo imputato e condannato a 7 anni per il disastro ferroviario di Viareggio (e si legge nelle motivazioni della condanna che questo signore ha " sottovalutato situazioni di pericolo nel tempo).  Siamo al sicuro dunque (ironica).

Convinto di essere apprezzato dalla comunità salentina,  anche  D'Alema  si esprime in merito e afferma che lo sbaglio è stato quello di indirizzare questo progetto in un'area fortemente concentrata dal turismo e che sarebbe stato più opportuno offrire la zona industriale della città di

Brindisi che invece è a impatto turistico meno interessante. Lasciatemi replicare che D'Alema vaneggia!

Che l'impianto Tap è di un'azienda privata che nulla ha da offrire né ai comuni del Salento, né alla città di Brindisi, né a l'Italia intera. Ma se questa cosa deve appurarla da me che sono una semplice cittadina di Puglia, lui come tutti glia altri che stanno solo sfruttando un territorio amato e apprezzato dal mondo intero come questa regione, allora si vede che i signori che abbiamo a Roma che ci hanno governato, che ci governano e che intendono governarci non sono degni neanche di parlare. Ma soprattutto io, come cittadina, voi come lettori e cittadini, noi tutti abbiamo bisogno di capire il perché di questo martiro di queste terre dorate dal sole e dl colore dell'olio che produciamo, intrise di musica popolare e sogni.

E' mai possibile che il parere di una terra tanto vasta non conti nulla? E' mai accettabile che un contadino non possa andare nel proprio terreno agricolo, nell'uliveto che ha cresciuto, coltivato, amato perché mezzi non autorizzati gli impediscono di arrivarci? E' incredibile o no che un paese intero come quello di Melendugno venga circondato da agenti di polizia e carabinieri alla "modica" cifra di 250mila euro di straordinari pagati con i contributi pubblici a difesa di enti privati?

Ho scritto molte volte a difesa della mia terra, ma più passa il tempo , più ho la sensazione che quando c'è la volontà politica ( che per me resta immotivata tranne che se non devo pensarla in maniera losca) di annientare un territorio nulla può fare chi quel territorio lo vive e di conseguenza lo ama.

Con amarezza dico che il senso di radici della propria terra questo territorio lo sta mostrando e dimostrando ad una nazione intera dal 2014 anno in cui cominciò ad essere sollevato il problema della xylella, ma il nostro impegno e la nostra volontà non sono sufficienti a preservarlo, soprattutto quando c'è uno stato d'essere prevalentemente di invisibilità in cui i cittadini e lo ribadisco sembrano essere dei fantasmi.

Prendiamone coscienza. Grazie.