Il SudEst

Monday
Oct 22nd
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Territorio territorio La lotta di classe dal basso contro il basso

La lotta di classe dal basso contro il basso

Email Stampa PDF

di MARCO SPAGNUOLO

Tutto questo autunno è stato all’insegna dei poveri: da un lato, misure come il REI sulla traccia del workfare in stile tedesco, dall’altro misure repressive contro gli emarginati.

 

 

 

A fronte delle numerose ordinanze cittadine, rese possibili dal decreto Minniti, che vanno a multare e allontanare chi si rende colpevole di un “uso improprio di suolo pubblico” (ça va sans dire: i poveri, gli emarginati, gli attivisti politici), più sono i casi in cui le giunte comunali di diverse città hanno messo in atto ordinanze folleggianti. Molto scalpore ha fatto la scelta della giunta di Como, che ha emanato una misura attraverso la quale vengono multati i mendicanti, i clochard e viene impedito alle associazioni e ai singoli cittadini di dare loro assistenza. Infatti, l’ordinanza di Como è chiaramente sulla linea governativa inaugurata dal ministro degli Interni Marco Minniti, prevedendo sanzioni pecuniarie verso chi bivacca nelle strade centrali, praticamente cacciando i più poveri verso zone in cui si mescolano alla povertà e dove non fanno rumore. Accanto a questa vera e propria caccia alle streghe, anzi proprio come in una caccia alle streghe, il comune ha deciso di punire anche chi vuole aiutare coloro in difficoltà, multando anche questi. E per far ciò, in pieno allarme antiterrorismo e in giorni di follia collettiva, nella cittadina lombarda vigili e forze dell’ordine sono impiegate a controllare che non ci siano persone “indecorose” per le strade centrali anziché prevedere alla sicurezza: un cortocircuito minnitiano.

Dopo Como, anche Roma ha deciso di intraprendere una politica “contro” invece che “per” i poveri. Infatti, nella capitale, in questi giorni sono state installate delle sbarre verticali sulle panchine in via Giovanni Da Procida, per impedire che qui bivacchino i “senza fissa dimora”. Questa volta, però, gli autori non sono state figure istituzionali, ma un’associazione anti-degrado che ha avuto da poco in gestione l’area da parte del Municipio II.

Questi due casi, né primi né tantomeno isolati, sono un chiaro esempio che smaschera le carte in tavole delle istituzioni nei confronti della crescente povertà. Non è una guerra contro la povertà quella che le amministrazioni si stanno preparando ad affrontare, ma una guerra ai poveri, con tanto di trappole, allontanamenti e misure restrittive.

Ma tutto ciò non è solo il risultato di politiche dall’alto di “chi ha” contro “chi non ha”; è il risultato delle politiche neoliberiste, che puntano da un lato al workfare dall’altro al mantenimento della povertà. Quindi, sempre più poveri e sempre più occupati. Occupati poveri, che si scagliano contro i poveri disoccupati, che non hanno una casa e non hanno le possibilità di occultare la propria povertà, perché non hanno nulla. Ciò che è successo a Roma è stato fatto da un’associazione di residenti della zona, e sempre in più città stanno nascendo altre di queste associazioni, radicalizzando quella che è stata chiamata come “la lotta di classe dal basso contro chi sta ancora più in basso”.