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La scuola su due fronti

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di LUIGINA FAVALE

La parola agli operatori

 


Nel corso del tempo mi sono spesso occupata della scuola e dei problemi in ordine a tutto il vasto ventaglio che apre con sé dietro quei cancelli. Ho pensato per una volta di vederla con altri occhi. Pertanto cari lettori ho voluto incontrare due persone molto diverse ma che hanno la scuola nel loro sangue con obiettivi e per "interessi" diversi e ho cercato di capire, socraticamente parlando, a cosa mirano e cosa secondo loro può essere utile in questo momento preciso di difficoltà politica e giuridica.

Massimo Mastruzzo, portavoce nazionale di Mo può dire ai nostri lettori cos'è Unione Mediterranea?

Mo, Unione Mediterranea, è un movimento politico per il riscatto del Mezzogiorno, siamo portatori dei valori della cultura mediterranea, del rispetto dell'accoglienza dell'altro e della tradizione millenaria di creatività.

L'ideologia di fondo è secessionista o il meridionalismo è inteso come presa di coscienza dell'appartenenza alla territorialità?

No, nel nostro statuto nemmeno il termine secessione viene citato. Unione Mediterranea pone a fondamento dello sviluppo socio economico il principio di pari opportunità. C'è una necessità di fondo di sviluppo armonico delle regioni meridionali per la quale va trovata una soluzione visto che il sud è a rischio di desertificazione.

Quindi quali sono i vostri impegni?

Dopo l'esperienza in Campania, stiamo provando a raccogliere firme per presentare una lista meridionalista indipendente alle prossime politiche.

Siete a conoscenza del grave problema che sta rimbalzando dalla giurisprudenza alla politica in merito alla scuola e ai diplomati magistrale? E se sì, quale è la vostra posizione a riguardo?

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Nello specifico della scuola esiste un programma o un obiettivo particolare che volete raggiungere? E quali sono i vostri rapporti con il corpo docente?

Mo assegna  un grande valore alla verità storica in particolare al disvelamento delle falsità scritte sul Regno delle due Sicilie e riteniamo pertanto doveroso inserire nei libri di testo scolastici la verità. La collaborazione con tutto il corpo docente per noi resta fondamentale anche per capire meglio le loro necessita e degli studenti.

Signor  Giuseppe De Cicco, fondatore del gruppo facebook  "La scuola invisibile" c'è spazio per Unione Mediterranea negli argomenti discussi dai membri del suo gruppo?

Il gruppo è nato a-partitico ma c'è una sostanziale identità di vedute che in maniera autonoma  ed in forma spontanea fanno affrontare il problema delle risorse, investite sia a livello umano che di strutture tra le scuole del nord e quelle del sud , dai membri del gruppo. Quindi pur non essendoci uno spazio specifico per nessun movimento politico coesiste comunque una identità di vedute in particolare per me.

Come mai tanto in particolare?

Perché sono uno dei tanti precari del sud costretto a spostarsi al nord per lavorare e constato che le strutture sindacali e politiche tendono ad occuparsi solo dei problemi del territorio in cui operano.

Quindi mi sta dicendo che esiste una carenza di attenzione dei problemi legati alla scuola rispetto alla territorialità in cui si insegna?

No, non la chiamerei carenza ma assenza di attenzione verso chi emigra per lavorare, verso chi resta  e fatica da insegnare, verso gli studenti che si sentono privati di pari opportunità.

Dunque Giuseppe, a chi sarebbe opportuno rivolgersi in questo momento per avanzare delle richieste di miglioramento e di interesse generale?

Certamente no ai partiti o ai sindacati tradizionali. Diventa invece fondamentale un rapporto con movimenti spontanei che non siano legati a vecchi schemi, ma è anche necessario attivarsi in forma diretta ed in prima persona all'interno del sistema scolastico presentando proposte che non rispondano solo ad esigenze locali o ad interessi personali.

Posso chiederle allora se ha una idea precisa delle necessità della scuola?

Sì, una sola. Creare un'associazione che comprenda ed ascolti tutti, rispondendo a ciascuno secondo le diverse problematiche: ata, docenti di ruolo, precari, studenti, dirigenti, famiglie, strutture, risorse. Sogno e voglio una scuola che diventi una comunità dialogante.

"Dialogante" è bellissimo ma ci sono tante "isole" da mettere in comunicazione. Questo esige la costruzione di ponti. Su cosa punta per costruirli?

Punto sulle persone: senza sigle, solo nomi.

Grazie infinite per il tempo dedicatomi in un momento pieno di impegni politici caro Massimo e di preoccupazioni lavorative caro Giuseppe. Grazie .