Il SudEst

Sunday
Feb 18th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Territorio territorio Rapporto Oxfam 2017: aumentano le disuguaglianze nel mondo

Rapporto Oxfam 2017: aumentano le disuguaglianze nel mondo

Email Stampa PDF

di NICO CATALANO

In occasione del World Economic Forum di Davos, il summit che in questi giorni vede riunite nella cittadina svizzera tutte le personalità più importanti al mondo nel campo  della politica e dell'economia, l'organizzazione non governativa britannica Oxfam ha pubblicato un nuovo rapporto sulla ricchezza nel pianeta, secondo il quale più dell'80% della ricchezza prodotta tra marzo 2016 e marzo 2017 è finito in tasca all'1% più ricco della popolazione mondiale,  di contro  al 50% più povero,  precisamente oltre  3,7 miliardi di persone, non è arrivato praticamente nulla.


Infatti sempre secondo il sopracitato rapporto dal titolo “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza” mentre l'1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quanto il restante 99%  contemporaneamente nel nostro pianeta le disuguaglianze economiche e sociali si stanno ampliando, basti pensare che  un operaio del sudest asiatico deve  lavorare una vita intera per guadagnare la stessa somma che invece un manager di una multinazionale occidentale riceve in 4 giorni di lavoro o ancora che quarantadue super miliardari mondiali da soli detengono  ben 762 miliardi di dollari, cioè  più di quello che possiedono 3,7 miliardi di persone messe assieme e che basterebbe un settimo di tale cifra per sconfiggere per sempre la fame e la povertà in tutto il mondo.

Ma anche nel nostro Paese Il divario tra ricchi e poveri cresce, difatti in Italia la ricchezza è  sempre più concentrata in poche mani, con il 20% più ricco che detiene oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controlla il 18,8%, lasciando  quindi al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza italiana, con  il patrimonio dell'1% più abbiente degli italiani che supera di 240 volte quello posseduto complessivamente dal 20% più povero della popolazione, fenomeni che spiegano il perchè negli ultimi dieci anni l'Italia ha visto aumentare del 6,3% i redditi di quel 10% più ricco rispetto alla diminuzione del 21,3%  invece dei redditi delle fasce più povere di cittadini.

Da diverso tempo studiosi autorevoli come gli economisti Joseph Stiglitz e Thomas Piketty nonchè alcuni organismi istituzionali mondiali tra i quali l’Ocse e il Fondo Monetario Internazionale, hanno evidenziato come in tutto il mondo sono cresciute le diseguaglianze sociali determinando sia un negativo impatto economico in vari Paesi ma anche mettendo in seria  discussione la democrazia in diverse aree del pianeta;

Poche centinaia di migliaia di persone che possiedono redditi di gran lunga superiore a quelli della maggioranza della popolazione mondiale e  la ricchezza economica quasi sempre trasformata in potere politico, rappresentano le conseguenze infauste di trenta anni di neoliberismo teorizzato e pianificato da economisti e politologi della scuola di Chicago come  Milton Friedman e Francis Fukuyama, un sistema senza regole ed etica, peraltro insostenibile per la stessa umanità, che ha prodotto una crisi multifattoriale senza precedenti, se non si cambia tendenza non avremo solo la teorizzata "fine della storia" ma bensì la fine della stessa umanità, la politica mondiale è avvisata.