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Firenze: bocciatura ad un concorso e assunzione successiva

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di ROSA MANNETTA

Si è diffusa la notizia. Questa la vicenda: il 26 ottobre, il sindaco di Firenze ha assunto negli uffici della Città Metropolitana, la 28enne Celeste Oranges, priva di esperienza professionale. Il caso è che Celeste, è la figlia della procuratrice della Corte dei Conti della Toscana. Questa assunzione fa discutere. E’ diventata un caso.

 

In consiglio regionale per l’opposizione e anche per il capogruppo di Fratelli d’Italia, nella regione Toscana, questo fatto rappresenta “l’estrema spregiudicatezza dei metodi della corte renziana. In particolare, nel settembre 2017, la giovane Celeste, aveva partecipato ad un concorso pubblico per 48 posti di istruttore direttivo amministrativo. I candidati a questo concorso sono stati quasi tremila: Celeste non ha superato neppure la prima selezione. Niente è stato perso per lei e dopo poche settimane, il sindaco, l’ha ritenuta idonea a coprire un incarico presso l’ufficio per la giustizia della Città Metropolitana. E davanti ad un caffè forte, al bar Maracuja, chiedo a Maria Grazia, cosa ne pensa. Maria Grazia afferma: “La sorte è dei fortunati. Vorrei essere al posto di questa Celeste che è anche giovane. Lei ha 28 anni ed io ho 33 anni. Lei ha un lavoro. Io non lavoro. Ho la laurea in Giurisprudenza e tre mesi fa, ho preferito lasciare lo studio legale dove lavoravo. Il mio stipendio era di 400.00 euro al mese. Attualmente, studio per i vari concorsi pubblici e prima o poi, dovrò superarne uno. Voglio essere positiva. Voglio credere in me, in ciò che ho studiato per anni. Non voglio demoralizzarmi. E per alcune persone le cose sono facili. Io avrò periodi difficili, almeno fino a quando non avrò un lavoro. Vivo con i miei genitori. Mi vergogno di fare la figlia di famiglia a 33 anni. Ma ribadisco, io studio. Studio con convinzione. Ho limitato le mie uscite del sabato sera. Studio e devo raggiungere la mia meta”. Si apre una discussione e interviene Francesco. Francesco racconta: “Io ho una laurea in ingegneria e fra pochi giorni, andrò in Spagna. Ho trovato lavoro a Madrid e sono contento di andarmene. Ho 34 anni e in Italia, non posso fare il disoccupato. So che quando si va via, difficilmente si torna. In Italia sono inutile, altrove, sono utile. Il mio Paese mi ha schiaffeggiato e non ho nostalgia. Questo è tutto”. Cosa aggiungere? Mi sorprende l’amarezza i questi giovani. E sono tanti che hanno queste difficoltà. E’ desolante riscontrare il desiderio di fuga di Francesco. E’ desolante quella decisione di non “tornare mai più”: si nota che ha trascorso dei giorni terribili da disoccupato. Avrà avuto problemi a come trascorrere il tempo, in casa e con gli amici. Questo è il ritratto di un Paese in campagna elettorale. Il 4 marzo andremo alle urne. E’ la campagna di denigrazione e di biasimo. Pierre Bourdieu scriveva: “Ognuno di noi ha il suo habitus”. Avremo un modo per rapportarci agli altri?