Il SudEst

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Aug 20th
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Morti di freddo

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di NICO CATALANO

2018 record in Italia

In queste giornate di metà inverno mentre l’Italia si appresta a vivere una delle peggiori campagne elettorali della sua storia, con partiti e candidati impegnati in una gara a chi la “spara più grossa” in stile Cetto Laqualunque  nelle periferie delle nostre città si continua a morire di freddo.

La scorsa settimana è accaduto nella civile Torino, in un edificio pericolante ormai in disuso da decenni, un luogo insalubre dove un giovane trentenne sicuramente originario del medio oriente è morto  assiderato tra i tanti rifiuti e qualche vecchia coperta che a nulla è servita per  ripararlo dagli effetti letali del gelo, deceduto solo “come un cane” a meno di cento metri dal dormitorio più vicino gestito dalla croce rossa con i suoi dieci letti vuoti contati quella notte della scorsa settimana.

Fotografia questa di un Paese ormai disorganizzato, disgregato e asociale, impoverito in tutto dall’economia ai sentimenti fino a sembrare essere diventato a volte senza anima ed egoista, un posto quasi irriconoscibile, sfigurato,  in cui cresce a dismisura la povertà anche tra i ceti medi, con le mense Caritas affollate da giovani studenti così come da tanti pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese, dove precarietà diffusa, licenziamenti e  disoccupazione fanno perdere la possibilità di mangiare decentemente, curarsi e a volte anche  di avere un tetto per ripararsi durante la notte.

E quindi sono tanti i morti di freddo in questo inizio del 2018, chi su di una panchina nei pressi del lungadige di Verona, chi sotto i portici di Palermo, in un grigio garage adibito ad abitazione di fortuna a Rovereto, in una baracca di uno dei tanti ghetti di braccianti africani in Puglia o peggio in una vecchia casa senza riscaldamento a Moncalieri dove a perdere la vita è stata una nonnina italiana dimostrazione questa che la morte così come la povertà non conosce colore o nazionalità,  colpisce tutti a prescindere al contrario di tutto quello che “gridano” i vari urlatori populisti e qualunquisti nostrani impegnati in una costante e ormai perenne azione di sciacallaggio elettorale che favorisce solo una inutile guerra tra poveri : penultimi contro ultimi, utile solo a consolidare le comode poltrone di qualcuno, magari dei soliti, forse anche responsabili di questa situazione in cui versa l’Italia;

così si continua a morire di freddo e di solitudine in questo triste e povero Paese tanto da diventare una funesta consuetudine, non fare più notizia,  non scandalizzare più nessuno, in fondo per indignarsi basta ormai una competizione elettorale.