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Il primato degli italiani nel turismo sessuale

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di ROSA MANNETTA

Ogni anno, tre milioni di persone affrontano un viaggio per fare sesso con un minore.

 

Le mete di questo viaggio, sono i “paesi del terzo mondo”, dove tra povertà e corruzione, è semplice commettere questo reato aberrante. Parecchi pensano che andando in questi paesi, non si possa violare la legge. Non è così. L’Italia ha un triste primato dei “clienti” di minori che si prostituiscono. Minori che sono costretti a prostituirsi. E nel solito bar Maracuja, davanti ad un caffè, chiedo a Maria di cosa ne pensa di questo argomento. Maria afferma: “E’ triste questo primato di noi italiani. E’ triste che si faccia un viaggio per praticare sesso con dei bambini. I clienti, definiamoli in questo modo, preferiscono i ragazzi che abbiano un’età tra i 12 e i 15 anni. Le mete preferite sono: Kenia, Santo Domingo, Colombia e Brasile. La Thailandia, per esempio,  è stata per anni una delle destinazioni preferite, ma negli ultimi tempi è meno frequentata in quanto le autorità locali hanno dimostrato più attenzione verso gli abusi ai minori. In questo contesto drammatico, esistono anche i “i clienti occasionali”, come piloti d’aereo, come operatori umanitari o come chi vuole provare per curiosità. Tutto ciò si dovrebbe evitare severamente. E sappiamo poi, che esistono interessi economici ed affari stratosferici”. Maria ha tracciato una vasta panoramica del suo pensiero e ha descritto tutta la “tristezza” di questo primato. Ribadisco il termine “tristezza”: è triste questo turismo sessuale. Il turista sessuale maschile ha in media 40 anni, è un professionista affermato ed ha anche famiglia. Di recente, si è rivelata anche la turista sessuale femminile: si tratta di donne benestanti, con un’età minima tra i 45 e i 55 anni. Sono donne che desiderano cambiare la loro quotidianità e sono in cerca di gratificazione. Sono donne che vogliono vivere in un viaggio esperienze che non farebbero mai nella città in cui risiedono e lavorano. Tutto deve essere anonimo e segreto. Il principio è “vizi privati e pubbliche virtù”, coltivare interessi distorti e conservare una impeccabile integrità morale. Alcune di queste “signore” sono alla ricerca di giovani e giovanissimi, soprattutto in Kenia. In sintesi, questo primato nel turismo sessuale, evidenzia la mancanza di rispetto verso le persone più deboli che vivono in estrema povertà in paesi in via di sviluppo. Tutto ciò avviene all’estero. In Italia, invece succede altro. E’ di pochi giorni fa la notizia che riguarda il caso Tavecchio, l’ex presidente della Figc: sono state archiviate le accuse di molestie a Tavecchio, perché la donna era “troppo vecchia per denunciare”. La vittima, una 50enne, non poteva essere in stato di soggezione. All’estero, si va ad abusare sulle persone giovani senza conseguenze. In Italia, si può abusare delle persone non giovani, senza conseguenze. E tutto rientra. Tutto è normale. Ma può essere così? Giuseppe Prezzolini scriveva: “La verità può avere un errore”.