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La Tap della Taranta

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di LUIGINA FAVALE

Terra bruciata dallo scirocco d'Africa, calici di vino, chili di sedano, euforia che contamina pure gli animi più timidi, curiosi, turisti e appassionati, giovani e vecchi pizzicati dalla taranta:

 

questo è il concertone finale del festival musicale itinerante della taranta che si tiene ormai da alcuni anni a Melpignano in terra salentina.


Secondo gli organizzatori quest'anno sono giunte nella piazza circa 20 mila persone attirate da una tradizione popolare che a dirla tutta sta diventando un palcoscenico a largo spettro economico.
Ben venga lo stesso l' introito speculativo  se questa terra in lotta ormai da anni per la difesa dei sui ulivi e della salute dei salentini tutti, può avere una forte eco su scala nazionale ed oltre i confini della penisola.
Sì perché i tamburelli tarantolati uniscono musica, lingue e culture balcaniche ed infatti negli ultimi anni oltre ai noti gruppi popolari salgono su quel grande palco anche ospiti di altre terre del Mediterraneo. 
Sangue che bolle ai ritmi sfrenati anche per i cantanti oltremanica: LP quest'anno si è cimentata in una pizzica !


Visibilità dunque a 360 gradi ove magari unire alla cultura e alla musica i valori della tradizione e della conservazione del territorio; ecco perché tra la folla che ballava qualcuno sventolava le bandiere " No Tap" a dimostrazione che l'amore per le radici può essere portato anche durante uno spettacolo capace di coinvolgere e suscitare riflessioni.


Peccato (si fa per dire) però che le bandiere sono finite nelle inquadrature delle  telecamere Rai !
Questo è  costato il " sequestro" delle bandiere da parte di alcuni operatori addetti ai controlli a danno di pacifisti che nulla facevano se non " sfruttare " uno spettacolo di alta audience, capace probabilmente di fare da cassa di risonanza a chi resta interdetto davanti alle brutture che vengono operate ormai dal 2014 in questa terra.


La musica popolare non è solo divertimento ma nasce proprio come sfogo e denuncia dei problemi personali e sociali.


Nessuna nota stonata, allora, ma solo censura che altro non fa che favorire gli interessi dei privati demonizzando ogni iniziativa del cittadino che ama il proprio vissuto e il proprio spazio.
Quali sono dunque gli interessi di un'azienda di Stato come la Rai nei riguardi della  Tap?
Pizzicati dalla taranta ma non dal puzzo dei soldi i salentini gradirebbero risposte.