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Il PhEst- See Beyond the Sea torna a Monopoli

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di MADDALENA COVIELLO

Il festival internazionale di fotografia e arte nel calendario europeo del patrimonio culturale

Torna il PhEST-See Beyond the Sea per il terzo anno consecutivo a Monopoli come meta privilegiata. Si tratta del festival internazionale di fotografia e arte che si terrà, per due mesi, dal 6 settembre al 4 novembre frutto di un lavoro minuzioso e curato nei dettagli che animerà la città d’arte e artisti e migliaia di visitatori.

Il Festival è inserito ufficialmente nel calendario dell’anno europeo del patrimonio culturale voluto da Mibact e dall’Unione Europea, col patrocinio di Regione Puglia – assessorato Industria Turistica e Culturale, Comune di Monopoli – Monopoli Tourism, Puglia Promozione, Ministero della cultura albanese e Apulia Film Commission.

Dopo il successo delle passate edizioni PhEst festival avrà sede nelle più nuove e svariate location con l’aggiunta di prestigiose firme e collaborazioni.

Luoghi dell’evento saranno il Porto Vecchio, la Muraglia di Porta Vecchia, le Mura del Castello, il Centro Storico, le esposizioni locali saranno a Palazzo Palmieri, Castello Carlo V, Chiesa Santi Pietro e Paolo e, infine, Palazzo Martinelli.

Al Castello saranno visitabili le fotografie della raccolta “On Board” di Edoardo Delille con tema i porti di Bari e Brindisi con l’obiettivo di trasmettere il loro significato, quale luogo di scambio economico e culturale.

All’interno del Castello, saranno allestite le mostre di Pino Pascali Guardare il mare”, uno studio tra Napoli, Ischia e Capri Casamicciola, a cura di Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara. Sempre qui sarà allestita la mostra di Kolë Idromeno Le due strade di Idromeno” a cura di Adrian Paci arrivate dall’archivio del Museo Marubi a Scutari (Albania).

Segue la Muraglia di Porta Vecchia per la mostra esterna della leccese Alessia Rollo Fata Morgana” che proporrà visioni alternative alla tematica migratoria e di superare gli stereotipi visivi trasmessi dalle immagini di cronaca e i conseguenti fenomeni di sfruttamento e lavoro nero.

Tra il Porto Vecchio e il centro storico sono invece già apparse delle gigantografie di uomini, donne, bambini, intere famiglie. Si tratta di Album, una raccolta di fotografie amatoriali e familiari nella città di Monopoli e della Puglia dall’associazione PhEst. Un’operazione di street art a cura di Leo & Pipo, duo di artisti francesi che lavorano ovunque nel mondo. È anche una selezione dell’archivio Brigida, storico studio artistico fotografico attivo dal 1894 al 1973 a Monopoli. La mostra sarà aperta al pubblico gratuitamente e saranno esposti riproduzioni fotografiche d’epoca visibili a Palazzo Martinelli.

Ci si sposta nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo per Gregor Sailer con il suo “The Potemkin Village” che richiamando la leggenda del generale russo, mostra intere strade mascherate con la riproduzione grafica di reali architetture ispirate alle assurde aberrazioni della nostra società contemporanea.

Il primo dei quattro interventi artistici site specific in mostra a PHEst e organizzati in collaborazione con CRAC PUGLIA | Centro Ricerca Arte Contemporanea di Taranto, a cura di Roberto Lacarbonara è il corpo scultorio del progetto “Costruire, 2018” di Marco Neri.

Proseguendo a Palazzo Palmieri, ci sarà “Approdi” di F. project – centro di formazione e ricerca sulla fotografia e l’immagine contemporanea- a cura di Roberta Fiorito e Maria Pansini con l’allestimento video a cura di Nico Murri, che ha come focus il Porto di Bari ed è stato realizzato da un gruppo di studenti. Al piano terra del Palazzo sarà situata “Call of Beauty”, un progetto fotografico di Nicolò Tauro per PhEst su idea dell’urban spa Beautique di Bari e Mila Uffici Stampa in collaborazione con la cooperativa Auxilium. In mostra ritratti di donne d’ogni età che portano con sé gli orrori della guerra, ma anche le proprie tradizioni. E infine “Puglia delle meraviglie”, una mostra con illustrazioni che raffigurano il vino con immagini talvolta divertenti, talvolta poetiche.

A due piani superiori di Palazzo Palmieri sarà presente “My Story is a Story of Hope” di Patrick Willocq: la storia umana di due comunità, una francese e l’altra di richiedenti asilo, costrette, loro malgrado, a convivere a Saint- Martory in Francia. Questa convivenza imposta dal governo nell’estate del 2016 ha ispirato Willocq a creare il progetto che mostra il significato profondo dell’accoglienza e del respingimento dei rifugiati andando oltre gli stereotipi dei mass media. Il progetto “Hotel Marinum” di Alex Majoli rappresenta invece i porti del mondo, intesi come luoghi di passaggio, ma anche di chi parte e fugge. La pluripremiata artista inglese Mandy Barker con “Soup” porterà al festival serie fotografiche di denuncia contro l’inquinamento attraverso composizioni visive realizzate con detriti di materiale plastico di uso comune dispersi negli oceani e arrivate su diverse spiagge del mondo.

La serie “X-Ray Vision vs. Invisibility” di Noelle Mason è un progetto sulle ripercussioni nella percezione dei migranti clandestini di quanto trasmesso dalle tecnologie visive.  Oggetto della serie sono immagini fatte a scopo di sorveglianza al confine USA/Messico, le decontestualizza, trasformandole in opere d’arte aprendo una riflessione a caratteri neocoloniali tuttora esistenti. Segue ancora con Federico Winer e la sua “Ultradistancia”: una ricerca dell’artista argentino da cui emerge il fascino per le mappe, prodotto della curiosità umana verso il mondo costituente uno sguardo diverso e che si aggiunge a quello dell’uomo. Davide Monteleone e il suo “A Modern Odyssey” presenterà il suo progetto realizzato durante una traversata a bordo della nave da Nordic Odyssey, che trasportava 70.000 tonnellate di ferro grezzo della città portuale russa Murmansk. Dopo un lavoro di ricerca durato tre anni il Collettivo Azimut porterà il suo progetto attraverso l’installazione “Today tomorrow and the day after tomorrow” (2018) e il video a tre canali “Untitled” (2016).

Il giro a Palazzo Palmieri si chiude con l’arte contemporanea in collaborazione con Crac Puglia. Sono “Dimore 2011- 2018”dell’artista barese Francesco Schiavulli, lavori che mostrano la voglia d’identità dei migranti dalla ricerca di una “dimora”.  L’opera artistica di Francesco Strabone “Mai, 2018”composta di una imbarcazione sulla quale l’artista brindisino depone un cumulo di ossa scolpite con materiali di gesso e argilla simboleggiando le morti negli eventi migratori in forma votiva. E ancora “Gradi di vergogna, 2018”di Dario Agrimi: opera simbolo delle recenti vicende migratorie nel Mediterraneo ricordate dalle otto vasche metalliche piene di olio nero che rimandano alla fredda serialità del conteggio dei corpi ritrovati in mare e dei feretri disposti di fronte allo sguardo impassibile dell’osservatore.

Informazioni utili

ORARI DI APERTURA DAL 7 AL 30 settembre ’18

10-13/16-20

ORARI APERTURA DAL 1 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE

10-13 /16-19

Sempre chiuso il lunedì

BIGLIETTERIA

Biglietto per tutte le esposizioni valido fino al 4 novembre 2018

Intero: 8 euro

Ridotto: 5 euro*

Riduzione valida per gruppi di 10 persone paganti; studenti; soci FIAF; partecipanti alla call #WEWEREINPUGLIA; Soci Mondopolitani; residenti del comune di Monopoli

Scolaresche: 3 euro per ogni studente comprensivo di accesso a tutte le mostre e visita guidata. Prenotazione via mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ingresso gratuito per bambini under 14.