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“Dux”, la scritta fascista verrà rimossa dall’ anfiteatro di Lecce

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di MARIA DEL ROSSO

Nei giorni scorsi una scritta fascista “Dux” è stata incisa con catrame e a caratteri cubitali di colore nero sulla balaustra dell’anfiteatro di Piazza Sant’ Oronzo, uno dei simboli storici e culturali della città, nel capoluogo salentino, a Lecce.


Un atto vandalico e considerato offensivo per la città con il suo messaggio pericoloso alla nostra società che invoca un ritorno agli anni cupi della storia dell’Italia.

Al riguardo il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini ha affermato che “Al di là, del contenuto delirante quella scritta rappresenta un’offesa  a tutti i cittadini leccesi. Sporcare con il catrame uno dei piu’ bei affacci panoramici sul patrimonio storico della città è un atto che denota assoluto disprezzo per Lecce e la sua storia.

Ogni volta che atti come questo si verificano mi sento offeso come cittadino leccese prima che come sindaco. Al danno, ci è stato assicurato dalla Soprintendenza, si puo’ mettere riparo e dunque mi auguro che in pochi giorni quella macchia sarà cancellata e che da ora in avanti a nessuno venga in mente di compiere atti vandalici di questa gravità a danni del patrimonio storico cittadino.”

In tanti anche sui social network hanno dimostrato la loro rabbia per un atto cosi’ brutale che mette in pericolo la nostra democrazia. Molti esponenti di associazioni non sono rimasti in silenzio  come  Giovanni D’ Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è espresso esortando  l’ intervento della Soprintendenza dei Beni Storici Artistico per rimuovere la scritta fascista.

Inoltre, l’assessore alla cultura Antonella Agnoli ha condannato l’ atto vandalico contro ogni fascismo e ogni dittatura.

“Scrivere Dux  significa insultare i figli e i nipoti del mezzo milione di morti, causati dalla sciagurata avventura della seconda guerra mondiale in cui l’ Italia fu trascinata da Mussolini", ha declamato l’ assessore.

Agnoli ha voluto evidenziare non solo i milioni di morti ma anche il destino dei tanti innocenti deportati nei campi di sterminio che hanno vissuto il dolore, la sofferenza, la fame, la morte. In un’ epoca come quella in cui viviamo caratterizzata dall’ odio verso il diverso e i migranti si tende ad essere bulli nei confronti degli emarginati e a scaricare le responsabilità delle problematiche di un Paese sui poveri,  su coloro  che fuggono dalla guerra e dalla miseria in cerca di lavoro e di dignità.

Bisognerebbe attuare un percorso di educazione alla cultura per far conoscere alle nuove  generazioni  non solo  le dinamiche delle grandi guerre mondiali ma di  far vivere le testimonianze di chi ha vissuto gli orrori e i dolori affinchè i giovani possano essere partigiani e custodi della libertà e della pace tra i popoli e che sappiano essere cittadini onesti e valutare i periodi della storia con una profonda coscienza critica.

“Ai vecchi perché ricordino ai giovani perché sappiano quanto costi riconquistare la libertà perduta”,  Sandro Pertini.