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Lodi: segregazione dei bambini con il panino

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di ROSA MANNETTA

Una vergogna dei tempi!


Il 29 settembre a Lodi, un migliaio di persone si sono ritrovate sotto la Prefettura di Lodi per protestare contro le modifiche del regolamento comunale, sulle agevolazioni riguardo alla mensa e al trasporto scolastico. Le modifiche al Regolamento, approvate dall’amministrazione comunale di centrodestra, riguardano le famiglie extracomunitarie che devono allegare alla dichiarazione Isee, altri certificati, che dovrebbero essere prodotti dai Paesi di provenienza. E’ quasi impossibile ottenere questi documenti dai Paesi di origine di alcune persone: la ragione è anche oggettiva. In alcuni Paesi, esistono conflitti armati o situazioni burocratiche inefficienti. In questo clima, il corteo di tante persone, tra tamburi e fischietti, ha inneggiato allo slogan: “Tutti i bambini sono uguali”. Questo è il principio da tener presente. I bambini non hanno colore e se sono di etnia diversa, sono bambini. Chi sono i bambini? Cosa significa “essere bambini?”. Sono domande che attualmente, risultano agnostiche. E in un pomeriggio piovoso, nel bar Maracuja, chiedo a Rosamaria, davanti ad un caffè invitante, di cosa ne pensa di tutto ciò. Rosamaria afferma: “E’ una situazione assurda quella che avviene a Lodi. Secondo me, i bambini sono solo bambini. Porre un regolamento secondo cui bisogna pagare le tariffe piene e dire che gli stranieri, devono produrre accertamenti sul loro stato patrimoniale...quando si sa che molti fuggono anche da guerre interne o tribali, mi sembra esagerato. La situazione è discriminatoria. Io ho letto che il Coordinamento Uguali Doveri, ha aperto un conto corrente per aiutare le famiglie straniere e so che nella causale, si deve scrivere che tutti “i bambini sono uguali”. E so che succede anche un altro fatto: a ora di pranzo, i bambini si dividono. In che senso? Nel senso che i bimbi italiani vanno a mensa. I bimbi stranieri vanno a mangiare il panino. E’ normale questa segregazione quotidiana?”. Cosa rispondo a Rosamaria? I bambini hanno il diritto di essere sereni. Esiste una differenza tra chi si porta il panino da casa e chi mangia a scuola. Differenza, che sorge per motivi di igiene, in quanto non possono stare nella stessa stanza bambini con panino e bambini con il pasto della refezione scolastica. Ed ecco la segregazione. Questa è la segregazione di fatto. Mi sembra che si ritorni agli anni cinquanta, e precisamente, in Alabama, quando esisteva la segregazione anche negli autobus: i primi 10 posti erano riservati ai bianchi. Il nostro Paese cosa è diventato? E’ diventato anche il Paese in cui il sindaco di Riace viene arrestato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. In questa situazione complicata, io insisto ad affermare che i bambini se stanno insieme la mattina, a scuola, perché all’ora di pranzo, si devono separare? Perché i bambini non possono stare con i loro coetanei ed amici stranieri? Come si fa a spiegare tutto ciò a un bambino? Che orrore storico stiamo vivendo! E’aberrante distinguere i bambini che possono mangiare un pasto completo e quelli che possono mangiare un semplice panino. Non è ammissibile in questo mondo occidentale così evoluto. Ma in cosa è evoluto? Siamo dei barbari “eleganti”. Rosa Parks scriveva: “Ero stanca di cedere”. E noi abbiamo ceduto i nostri valori. Noi che eravamo fieri di praticare l’accoglienza. Eravamo e non siamo più nulla.