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Chiude la storica azienda Pernigotti

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di MARIA DEL ROSSO

La famosa azienda Pernigotti, famoso marchio piemontese di cioccolato gianduia, torrone, prodotti per gelato e per pasticceria, uova di Pasqua, rischia di chiudere per sempre in Italia.

 


L’ azienda di Novi Ligure che ha 200 dipendenti, di cui 50 in produzione e il resto in amministrazione e vendita, annuncia 100 licenziamenti.

La Pernigotti era passata dal fondatore Stefano agli Averna nel 1995 e poi nel 2013 alla famiglia Turca Toksoz.

L’ azienda è cresciuta nel corso degli anni e ha ottenuto grandi consensi e successi.

Basti ricordare gli anni della prima guerra mondiale nei quali era proibito l’utilizzo dello zucchero nella preparazione di prodotti dolciari e Paolo Pernigotti prese la decisione di cambiare la ricetta del torrone, sostituendo lo zucchero con miele concentrato.

Nel 1927 Pernigotti diede inizio alla produzione del gianduiotto, un classico della tradizione dolciaria piemontese. Dal 1936 l’azienda ha prodotto creme per gelati e negli anni ’70 non  sono mancati sul mercato i cioccolatini, Cremino e le barre di Gianduiotto cioccolato con Pepitas e Nocciolato.

La chiusura è stata annunciata martedi’ dai sindacati e attualmente  parti sociali e lavoratori hanno deciso di riunirsi in assemblea con il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere che ha definito la chiusura dell’ azienda come una decisione assurda e inaccettabile e si è schierato in favore degli operai per tutelare i posti di lavoro dei tanti padri di famiglia che sono a rischio licenziamento.

I proprietari  hanno manifestato le loro intenzioni di mantenere in Italia soltanto la rete marketing per la vendita mentre la produzione dovrebbe essere trasferita all’ estero in Turchia, conservando il marchio Pernigotti. In passato la linea di snack al cioccolato Amor era stata già trasferita in Turchia.

La chiusura dell’ azienda Pernigotti dimostra l’ indifferenza dell’ attuale governo nei confronti delle tematiche sociali, culturali, economiche e assistenziali del nostro Paese sempre piu’ solo in Europa e abbandonato al suo triste destino provocando gravi conseguenze dovute alla dislocazione della produzione all’ estero.

L’ incertezza del futuro, la disoccupazione, i continui licenziamenti e chiusure di aziende causano un forte  aumento dei giovani emigranti in terre straniere per cercare lavoro.

In tempi di  crisi economica bisognerebbe attuare un piano industriale serio e attento alla dignità dei lavoratori che possa garantire una crescita professionale e tutele per il lavoro, oggi  sempre piu’ precario in un Paese privo di leader politici e di cittadini liberi e pensanti.

La foto è del web.