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Tutti insieme al lavoro per Tricase all’ insegna dell’accoglienza e dell’integrazione

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di MARIA DEL ROSSO

Domenica alternativa per la prima domenica del mese di dicembre a Tricase, uno dei paesi del Capo di Leuca piu’ colpiti dalla tromba d’ aria, ha visto la partecipazione dei volontari di Coppula Tisa e gli immigrati impegnati nei lavori di pulizia nel territorio che ha subito gravi danni sul paesaggio rurale e costiero.


I membri di diverse associazioni locali e liberi cittadini con la collaborazione di Coppula Tisa si sono ritrovati al Celacanto di Tricase per trascorrere una giornata dedicata al bene comune, alla ricostruzione del proprio paese dopo il maltempo di domenica 25 novembre che ha causato disagi nella comunità del Sud del Salento.

Alcuni volontari hanno ripulito la terrazza da detriti e rami, altri si sono spostati in pineta per raccogliere pigne e fronde, segare i rami dei pini abbattuti dal forte vento e risistemare la legna tagliata, un altro gruppo, all’ interno della struttura ha recuperato il materiale raccolto, provvedendo all’ accoglienza di tutte le persone volontarie che hanno contribuito a dare un aiuto concreto e autentico al servizio della propria terra.

Momento importante dedicato all’ accoglienza e all’ integrazione è stato caratterizzato dalle famiglie del paese che hanno ospitato i ragazzi dello Sprar a pranzo, partecipando

all’ iniziativa “A tavola con noi”, promossa da Arci Lecce per garantire l’ incontro tra rifugiati, richiedenti asilo e i cittadini delle comunità locali.

Diallo, Issofa, Bah, Olivier hanno condiviso un pranzo con le famiglie del posto, portando la loro esperienza di richiedenti asilo.

E’ la testimonianza che l’incontro tra culture differenti, l’accoglienza e l’ integrazione del diverso,  del fratello marocchino, dell’ emarginato, del debole è sintomo di un Paese come Tricase che dal pronfondo Sud della Puglia guarda ai diversi popoli con uno sguardo attento alla dignità umana in un clima di odio e di paura che si sta diffondendo con ferocia in Italia attraverso le politiche razziste che creano muri e fili spinati tra bianchi e neri. Senza più umanità.