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Trieste: il “prode” vicesindaco che butta le coperte a un clochard

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di ROSA MANNETTA

Giorni fa, il vicesindaco leghista aveva gettato tra i rifiuti, le coperte di un clochard, un senzatetto.

 

Questo signore ha affermato: “Ho visto un ammasso di stracci buttati a terra un piumino e altro. Non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati. Li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto. Ho visto degli stracci e da cittadino, non lascio l’immondizia per terra, anche se non è mia. C’è il buonsenso e anche il senso civico”. E poi continua a dire: “Nessuno va oggi a Trieste, se non volontariamente, a dormire sotto le stelle senza un pasto caldo e senza potersi lavare. Non si può accettare una condizione di degrado così a Trieste...né in un caso, né in dieci o cento, se non vogliamo avere un accampamento a cielo aperto nella nostra città”. I cittadini triestini hanno reagito con la solidarietà: alcuni hanno portato delle coperte e dei maglioni, in via Carducci, la via dove il clochard si era rifugiato e anche un cartello scritto su un cartone. Sul cartello era scritto: “Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste”. Questi i fatti accaduti. Fatti che inducono alla riflessione. E nel solito bar Maracuja, propongo questa notizia e ne discutiamo. Anna dice: “Il vicesindaco leghista ha commesso un gesto ignobile. Non ci si comporta in questo modo. Il clochard in questione è un romeno. Egli ha spiegato che si è trovato per strada in quanto è stato buttato fuori da un centro di accoglienza. Ora è ospite in una struttura che appartiene alla comunità romena. Ha poi raccontato che è arrivato in Italia per sfuggire alla dittatura di Ceausescu. Ha più volte chiesto asilo politico, richiesta mai realizzata. Il 12 ottobre scorso, ha subito il furto dei documenti e ha denunciato per due volte, questo furto. E come contropartita, un assistente sociale gli voleva dare un biglietto per la Romania. La storia di questo signore, senzatetto, è terribile. E’ sconcertante...ed è stato trattato come un rifiuto della società. E’ vile quel vicesindaco di Trieste”. Le parole di Anna, sono decise e forti. Il vicesindaco ha dimostrato di non rispettare chi per varie ragioni è costretto a vivere per strada. Diciamolo, a tutti piace vivere in una casa accogliente: nessuno vuole dormire all’addiaccio in questo periodo invernale!!! Ci vuole rispetto anche per chi è abbandonato al gelo. E se il vicesindaco fosse stato un senzatetto, come lo avrebbero dovuto trattare? Lui è vicesindaco! Mesej Mihai non è vicesindaco, è un nulla nel nulla, nel nostro Paese. Ma c’è da dire che il vicesindaco dovrà pagare una multa cospicua: dovrà essere sanzionato per non aver rispettato le norme per lo smaltimento dei rifiuti. Gli indumenti e le coperte, devono essere gettati in cassonetti appositi o portati nei centri di raccolta. Gli oggetti di plastica hanno un determinato contenitore. Il vicesindaco ha postato su un social le foto dei cassonetti non idonei per questi rifiuti...e ha dimostrato di aver violato le norme del regolamento comunale. Sandro Penna scriveva: “Guai a chi è diverso...”. I diversi sono da buttare nella spazzatura. I poveri vanno buttati nella spazzatura. Queste sono le concezioni che si desumono con il comportamento del vicesindaco leghista. Ma che Paese, è il nostro?