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Empoli: tunisino muore per una banconota di venti euro

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di ROSA MANNETTA

Fare chiarezza sull’episodio e sule responsabilità

 

 


E’ accaduto pochi giorni fa:  Arafet Arfaoui di origine tunisina, ma cittadino italiano, è entrato in un Money transfer. Il tunisino avrebbe voluto cambiare del denaro. Il gestore del Money, si è rifiutato in quanto ha ritenuto, che la banconota fosse falsa. E’ sorta una lite e il tunisino, ha iniziato a perdere il controllo. Il negoziante ha chiamato la polizia. Una pattuglia è intervenuta e ha catturato l’uomo. Egli è riuscito a liberarsi e dopo un breve inseguimento, sarebbe stato fermato. E siccome il tunisino si dimenava e scalciava, gli agenti gli avrebbero legato mani e piedi. Pochi attimi dopo, succede l’imprevisto: Arafet, muore a causa di un attacco cardiaco. Su questo episodio sono sorte diverse polemiche. Polemiche anche per i commenti del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il quale ha affermato: “Buon sabato ai poliziotti che a Empoli hanno ammanettato un violento e un pregiudicato che purtroppo è stato colto da attacco cardiaco. Se i poliziotti non possono usare le manette che fanno? Offrono cappuccio e brioche?”. Parlo di questo fatto, nel solito bar Maracuja, dove realizzo interviste. Anna, subito, interviene e dice: “Non si può morire a 32 anni, per una banconota da venti euro. Non si può. Il tunisino era anche cittadino italiano. So che la procura di Firenze ha aperto un’inchiesta sull’episodio. Il magistrato vuole comprendere se il tunisino sia stato soccorso in tempo e se la sua condizione di immobilità coercitiva, non sia stata di intralcio alle operazioni di rianimazione del personale del 118. Arafet era di origine tunisina e forse si poteva legare mani e piedi. Un italiano avrebbe avuto lo stesso trattamento?”. Anna ha posto una domanda interessante. La risposta è difficile. Riporto le ultime dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio: “Per far restare gli africani in Africa basta che i francesi se ne stiano a casa loro invece che andare a colonizzare. Nei prossimi giorni il M5S presenterà una iniziativa parlamentare, io voglio chiedere all’UE di sanzionare i paesi come la Francia e diremo alla Francia di aprire i porti...”. In questo contesto attuale è disarmante ciò che si verifica: si muore per 20 euro. Si muore per 20 euro perché si ha la pelle più scura di un italiano. Muore per 20 euro, un cittadino italiano, di origine tunisina. Un italiano non muore per 20 euro. Un italiano vero, non viene legato. Perché? Perché è italiano. Ma che Paese è questo? Mi pongo questo interrogativo spesso. La vita umana è vita. La vita umana non ha un colore di pelle o di etnie diverse. Ma cosa stiamo diventando? Cesare Luporini scriveva: “Occorre rivedere il concetto di formazione economica e sociale”. Si deve rivedere...