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Ormea: i migranti che curano i boschi se ne dovranno andare...

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di ROSA MANNETTA

I paradossi del Decreto Sicurezza



Succede e succederà: i migranti ad Ormea, dovranno andare via. E con il decreto “Sicurezza”, rischiano di andare via. Perché? Perché possono risultare illegali. Il sindaco di Ormea dice: “Lo Stato ha speso dei soldi in questi anni per formare dei lavoratori che potessero svolgere dei mestieri che i nostri giovani non fanno più, ma oggi a causa del decreto sicurezza che ha cancellato la protezione umanitaria, queste persone rischiano di diventare illegali pur avendo un lavoro”. I migranti di Ormea lavorano nei castagneti; hanno imparato a ripulire i boschi e a raccoglierne i frutti. Alcuni hanno trovato un lavoro in strutture agricole e altri, sono stati impiegati in attività lavorative di utilità sociale. La popolazione di Ormea è favorevole a questo esperimento di “accoglienza” in quanto i ragazzi migranti non hanno creato problemi: hanno conquistato l’affetto di tutti.Il presidente del Centro di Accoglienza Ipab, ha detto: “Quasi tutti i ragazzi sono stati impegnati in manutenzione del patrimonio pubblico, che senza di loro, non si sarebbe potuta fare”. Introduco questa notizia nel solito Bar Maracuja, dove realizzo interviste. Si propone Anna e afferma: “Dobbiamo comprendere un fatto: i nostri ragazzi rifiutano di fare dei mestieri che stanno scomparendo. Nessuno pulisce i boschi, nessuno vuole fare il sarto, nessuno vuole lavorare in un forno. Questi mestieri spariranno. Comprendiamo questo concetto? Alcuni di questi ragazzi, imparano subito come fare una cosa. Per noi,in Italia, sono una risorsa. Il sindaco di Ormea, ha trovato delle soluzioni giuste. Ed ecco che a Ormea, l’integrazione è riuscita”. Al contrario, Silvia racconta: “Io non sono d’accordo. I migranti devono stare nel loro Paese. Io sono italiana e vedo che queste persone, ci stanno invadendo. Per me, è un’invasione”. I pareri contrastanti rappresentano il clima sociale e ideologico che stiamo vivendo. Io noto che tutti noi siamo disorientati. E a questo proposito, cito la notizia di giorni fa: una maestra avrebbe perquisito un suo alunno straniero, colpevole, secondo lei, di aver rubato alcuni oggetti della scuola. La docente è ora indagata. E tra tanti bambini, solo il piccolo straniero poteva essere sospettato? E’ questo il clima di pregiudizi che coinvolge tutti. Tutti in senso assoluto. I migranti di Ormea hanno trovato un lavoro, sono benvoluti....e rischiano di andare via. Non è ammissibile, ma potrebbe succedere. E’ paradossale che dove le cose funzionino, tutto debba essere divelto. L’incoerenza prevale e gli stolti hanno il potere di praticarla. Marc Lambron scrive: “La nostra stagione interiore...”. La stagione interiore forse ha abbandonato chi ha delle responsabilità verso il bel Paese. Hanno creato la lacerazione della democrazia.