Foligno: Non esperimento sociale ma episodio di razzismo

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di ROSA MANNETTA

Pochi giorni fa, un insegnante ha costretto un bambino ad andare in un angolo e a girarsi verso la finestra.

 

E poi ha detto: “Ma che brutto che è questo bambino nero! Bambini, non trovate anche voi che sia proprio? Girati, così non ti devo guardare”. Tutto ciò è accaduto in una scuola di Foligno. I compagni di classe del bambino di colore, hanno raccontato ai genitori l’episodio. Si è diffusa una generale indignazione su facebook e la notizia sconvolgente, ha raggiunto le redazioni del nostro Paese. E vi era stato un prosieguo, la sorellina del piccolo aveva subito dall’insegnante, lo stesso trattamento, in un’altra classe. L’insegnante è stato sospeso a tempo indeterminato per aver insultato i due bambini di origine nigeriana. Di recente, è stato interrogato in procura e l’insegnante ha affermato di aver realizzato un obiettivo didattico per sensibilizzare i bambini. In pratica, ha voluto “educare” i bambini a non essere razzisti. Inoltre, ha negato di aver rivolto “scimmia”, alla bambina, la sorella del piccolo in questione. Il padre del bambino ha affermato: “Non si è trattato di un esperimento sociale. E’stato un episodio di razzismo. I miei figli stanno male. L’Italia non è un Paese razzista. Il docente non aveva informato gli alunni e comunque, non riterrei giusto che possa aver preso i miei figli per fare un esperimento”. Tutta la vicenda crea orrore. Ne parlo, nel solito bar Maracuja, dove intervisto chi desidera rivelare la propria opinione. Maria interviene: “Da quello che ho sentito dai giornali, la cosa è gravissima. Mi chiedo, di fronte a questi fatti, quale società stiamo creando, quale futuro stiamo edificando per i giovani. Questo clima di razzismo, di contrasto e di ostilità, è pericoloso. E’ pericoloso perché vengono calpestati i valori di libertà e di uguaglianza”. Giovanna, al contrario, esordisce: “Ciò che è successo a Foligno, rivela una cosa bella e cioè, che i compagni hanno reagito al comportamento dell’insegnante. Io penso che non bisogna strumentalizzare la vicenda. Non mettiamo alla gogna il docente: ha solo sbagliato il metodo educativo”. Cosa aggiungere? Ho riportato le riflessioni di Giovanna che sono fuori dal tempo e fuori dalla storia. Attualmente, stiamo vivendo un periodo controverso. Esiste una corsa alla xenofobia, al razzismo esasperato, al negazionismo, alla discriminazione...ma questi termini non corrispondono al nostro senso civico. Il nostro Paese non è questo. Noi non siamo razzisti. Che sta succedendo? Non è solo questione di colore della pelle. La questione riguarda le varie confessioni religiose. Qualche giorno fa, sono apparse scritte antisemite al Circo Massimo, a poche ore dal derby di Roma. Occorre difendere la dignità umana. Vittorio Sereni scriveva: “Ma non se ne curano...”. E impegniamoci per una società migliore...