Il SudEst

Wednesday
Sep 18th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Territorio territorio Il razzismo e la pizza margherita

Il razzismo e la pizza margherita

Email Stampa PDF

di ROSA MANNETTA

Pochi giorni fa a Montescudo, in provincia di Rimini, è successo qualcosa di deludente.

 

Il proprietario di una pizzeria è stato insultato perché ha assunto un ragazzo nero per fare le pizze. Lo stesso proprietario, ha poi appeso un cartello: “Razzisti fuori dal locale”. Montescudo è un paese con circa 7mila abitanti e da due anni, Riccardo, gestisce un locale storico, la locanda Malatesta. Nel novembre scorso, ha assunto come pizzaiolo un ragazzo del Gambia. I problemi sono sorti quando sulla pagina Facebook del paese, è stato scritto un commento su Riccardo e il suo locale. Egli afferma: “In questo commento era scritto che non sono in grado di gestire la struttura e che se ho fatto assumere un ragazzo africano, tanto valeva che prendessi un Papa nero”. E continua: “Ho chiesto che venisse rimosso dalla pagina e da quel momento, nessuno più è entrato nel locale a prendere le pizze. In pratica, non abbiamo più lavorato. Il ragazzo che lavora come pizzaiolo, si chiama Masamba e frequenta la scuola alberghiera. E’ molto educato e non mi sembrava vero di avere un ragazzo così a lavorare con me”. Questa storia si è diffusa ovunque sui diversi canali di informazione in tutta Italia. E come in una favola a lieto fine, tante persone hanno scritto sui social che avrebbero prenotato per una cena alla locanda: una gara di solidarietà ha invaso il proprietario. E parlo di questa vicenda nel solito bar Maracuja, dove realizzo interviste. Mimmo mi chiede di intervenire e dice: “Io ritengo che sia stata tutta un’invenzione. Il proprietario della locanda si è fatto pubblicità per farsi conoscere e per avere più visibilità. Alcuni suoi concittadini, hanno raccontato che le pizze della locanda di Riccardo, non erano buone e che se non aveva clienti, il motivo era che non sapeva accontentare il gusto degli stessi. Ha saputo inscenare una gogna mediatica”. Di parere contrario, è Silvana: “Io sono convinta che in un simile contesto – esordisce – non si riesca a gestire una pizzeria. Questo razzismo vero o presunto, nei confronti del pizzaiolo Masamba, il ragazzo del Gambia, ha danneggiato il locale. Le persone preferiscono andare a mangiare in un locale in cui non esistano polemiche. E nella locanda, le polemiche sono state numerose. Non si lavora in questo modo”. In effetti, qualcosa corrisponde alla realtà. Qualcuno a Montescudo , ha accusato Riccardo di essersi fatto pubblicità. Inoltre, un giorno fa, Riccardo ha spiegato: “Io non riesco più a gestire la situazione che si è creata attorno a me”. In pratica, chiude la pizzeria. Tutta questa storia non è solo una storia di razzismo, è una strumentalizzazione del razzismo stesso, è una strumentalizzazione di Masamba che nel nostro Paese, studia e lavora; e questa storia, è anche una mancanza di rispetto verso Masamba e verso quei cittadini di Montescudo che non sono razzisti. Sarà veramente stata solo un mezzo per avere i clamori della cronaca? Interrogativo con risposta difficile. Gérard de Nerval scriveva: “Il tempo non sorprende...”. E noi cosa facciamo?