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Prima immagine ad alta risoluzione di un buco nero e la sua ombra

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di MADDALENA COVIELLO

 

Un’impresa storica firmata EHT

 

 


Solo da pochi anni del Novecento è iniziata una nuova epoca in cui gli studi umani della conoscenza hanno spostato l’oggetto di esame delle scoperte fuori dall’uomo, fuori dal mondo, fuori dal raggio visibile del nostro occhio. È proprio qui evidentemente che si racchiude il mistero dell’esistenza. Di certo si è passati dall’esaminare l’uomo come possibile chiave del mistero della vita, al sistema solare che lo circonda, fino all’ultima delle scoperte: l’universo. Misteriosi e sconosciuti appaiono ancora oggi all’interno dell’universo i buchi neri che come ogni cosa che debba essere scoperta è uno studio decisivo per la scienza. Un buco nero è un corpo celeste con un campo gravitazionale in cui nulla al suo interno può uscire all’esterno. La velocità di fuga da un buco nero è superiore alla velocità della luce, considerata un limite insuperabile. In questi giorni mirabile è stata la possibilità di catturare un’immagine, un buco nero e la sua ombra grazie a una rete internazionale di radiotelescopi chiamata Event Horizon Telescope (EHT). “L’immagine dell’orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio è al centro della galassia Messier 87”. “Nell’immagine si può osservare l’«ombra» del buco nero: la materia attratta al suo interno, riscaldandosi emette luce osservabile parzialmente grazie ai radiotelescopi, rendendo visualizzabile la zona “in ombra” all’interno del buco” (fonte Wikipedia). Ciò costituisce un’impresa storica. EHT è una collaborazione internazionale il cui supporto negli Stati Uniti comprende la National Science Foundation. Importante questa notizia ha avuto il clamore dei media, ma una domanda che fa scienza di non poca importanza è apparsa assieme alla notizia sul sito Nasa: “I misteri si soffermano sul motivo per cui le particelle ottengono un così grande impulso di energia intorno ai buchi neri, formando getti drammatici che si sollevano dai poli dei buchi neri quasi alla velocità della luce. Quando il materiale cade nel buco nero, dove va l’energia?” (fonte Nasa).

Appunto e se il buco nero fosse originato dal materiale stesso che vi cade? Può generare qualcos’altro o forse semplicemente un flusso? Catastrofisti fondano la fine del mondo calcolando quella del sistema solare, dandosi del tempo ancora per vivere. E se i buchi neri sono l’indizio di una fine dell’universo che potrebbe essere lontana quanto inattesa?