Autostrada A14 interrotta

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di NICO CATALANO

Inferno per i viaggiatori fotografia di un Paese allo sfascio


In Italia viaggiare è diventato sempre più un’odissea, quasi un’impresa degna delle famiglie di pionieri del far west americano. Se spostarsi tramite il trasporto pubblico, ferrovie in testa è ormai diventata un’azione per avventurieri in cerca emozioni forti a causa degli innumerevoli ritardi e guasti, il cittadino ha maturato un’altra consapevolezza, quella che anche la rete autostradale italiana tra pericolosità, interminabili lavori, corsie dimezzate, code e incidenti rappresenta un rischioso percorso di guerra. Questa vergognosa situazione, unica nel mondo occidentale e forse anche peggiore della consistenza infrastrutturale presente in molti Paesi in via di sviluppo è dovuta a decenni di trascuratezze e dimenticanze involontarie e volute, alla mancanza della messa in atto da parte della politica di un serio e moderno piano infrastrutturale, tale da contemplare le esigenze di uno sviluppo sostenibile con il rispetto per l’ecologia dei luoghi.

Questi innumerevoli disagi, si sono puntualmente verificati tra sabato e domenica scorsa con il primo esodo pre-natalizio, in diversi punti della rete autostradale e principalmente nel tratto di A 14 compreso tra Ancona-Pescara, meno di centocinquanta chilometri i cui tempi di percorrenza da circa un’ora e mezzo in condizioni normali sono arrivati a oltre otto ore. Un viaggio diventato incubo per i tanti automobilisti, la causa: i tanti restringimenti delle corsie dovuti ai lavori di messa in sicurezza delle stesse, cantieri implementati solo dopo l’accoglimento da parte della Procura dell’l’istanza prodotta da Autostrade per l’Italia, relativa al dissequestro delle barriere di sicurezza bordo-ponte installate sui viadotti di quel tratto autostradale. Un dissequestro avvenuto qualche giorno fa e che ha permesso di cantierizare dei lavori tardivamente, insomma fuori dal tempo massimo e solo dopo quindi l’intervento della Magistratura. Purtroppo è questa l’amara fotografia dell’Italia di oggi, mentre si stanziano milioni di euro per infrastrutture inutili per il territorio e impattanti per l’ambiente come la TAV solo per accaparrarsi voti e favori di qualche impresa multinazionale, si trascura la rete viaria italiana e quindi quel Paese reale fatto di imprese, merci, fatturato ma anche di viaggiatori, famiglie e soprattutto persone. Non solo non si ammoderna nulla ma si trascura l’esistente, in un disinteresse reiterato fino a quando sono i lutti ad accendere i riflettori su quel dissesto, così come è avvenuto nel 2018 a Genova.

La rete autostradale Italiana era il fiore all’occhiello dell’Italia del boom, di quella classe politica della cosiddetta prima Repubblica, che certo ha fatto i suoi errori ma che ha avuto il merito di ricostruire il nostro Paese dalle macerie di una guerra. Una classe politica che assieme ai tanto chiacchierati “debiti” peraltro aumentati in questi decenni di centro destra e centro sinistra del dopo tangentopoli, ci ha anche lasciato un enorme patrimonio, che tra privatizzazioni, assenza di programmazione e pareggio di bilancio è stato dissipato dall’attuale mediocre classe politica che ha nei fatti mortificato il presente e impoverito il futuro. Sarebbe ora che i politici italiani smettessero di gracchiare come le cicale e si mettessero invece ad operare come laboriose formiche, il tempo è quasi scaduto e il baratro è prossimo.

Fonte della foto: Newsauto