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La pandemia ci ha resi più indifferenti e irresponsabili?

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di MARIA DEL ROSSO

Nell’ epoca della pandemia in molti hanno sperato che fosse un’opportunità per cambiarci in positivo e farci divenire migliori ma in realtà si è rivelata solo un’illusione.

Di recente abbiamo notato in tv e sui giornali immagini che descrivono e raccontano la fine della quarantena vissuta  in modo irresponsabile e di perdita del buon senso.

Tante foto immortalano bottiglie di birra e di sporcizia abbandonati dai cittadini per le strade della città, assembramenti di gruppi di giovani  e  la movida sfrenata sfidano  il Coronavirus ignorando  le vittime e coloro che hanno sofferto in terapia intensiva in questo periodo difficile per l’ umanità.

In molti da Nord a Sud soprattutto in Lombardia (la regione più colpita dall’ epidemia per il numero dei decessi e per la facilità con cui il virus si è diffuso a macchia d’ olio) hanno affollato locali e pub senza rispettare il metro di distanza e senza protezione di sicurezza come mascherine e guanti, chiacchierano e consumano  alcolici nell’ indifferenza e nell’ irresponsabilità nei confronti degli anziani, i soggetti più a rischio dal virus.

Gli eventi di cronaca degli ultimi tempi fotografano una società allo sbando in cui domina il più delle volte l’ignoranza e la prepotenza verso le Istituzioni e la politica in cui ognuno crede secondo la propria legge e la propria morale.

Un’ Italia che pone all’ultimo posto tra le priorità la cultura e l’istruzione spingendo i più giovani alla movida, al classico “sballo”, dimenticando il valore della cultura nel nostro Paese che mira alla crescita personale e professionale, al bene comune e al progresso sociale.

È importante che la politica e le Istituzioni tutelino la salute dei cittadini onesti dai mediocri che continuano a vivere nel loro egoismo.

Bisogna attuare non solo maggiori controlli da parte delle forze dell’ ordine ma  è fondamentale praticare una buona politica di educazione per non cedere alla barbarie, fomentata da una società che non educa le nuove generazioni alla cultura come strumento per l’ emancipazione.

Oggi più che mai la nostra società necessita di ripartire dalla cultura  per far innamorare i più giovani, i quali rappresentano il futuro del mondo,  alla bellezza, all’ onestà e al buon senso.

La speranza  per il nostro Paese è di  inaugurare una nuova stagione che possa rinascere dalla cultura.

In tempi difficili e di vuoto culturale in cui viviamo accogliamo l’ invito di Antonio Gramsci con le sue parole rivoluzionarie e attuali :

“Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.”