Il SudEst

Monday
Jul 06th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Territorio territorio Madre multata per aver riabbracciato il figlio!

Madre multata per aver riabbracciato il figlio!

Email Stampa PDF


di ROSA MANNETTA

Succede nella società post Covid. E ci auguriamo che sia post Covid. Lo sia. Una madre ha abbracciato il figlio che non vedeva da quattro mesi ed ha avuto una multa di 400 euro. L’episodio è avvenuto durante un incontro organizzato dai servizi sociali. In pratica, l’educatrice ha preteso il distanziamento sociale in quanto madre e figlio, non vivevano insieme. La stessa educatrice ha chiamato i carabinieri che hanno dovuto multare la donna. E’ una vicenda controversa. E ci sono tutti i presupposti del torbido: i servizi sociali che hanno tolto il figlio alla madre, l’educatrice zelante, i carabinieri che hanno dovuto notificare la multa alla madre. Questa vicenda è stata divulgata da Elisa Fangareggi , presidente di Time4life, una fondazione che si occupa di bambini in condizione di estrema povertà. La Fangareggi ha affermato: “Questa ragazza madre aveva soltanto chiesto aiuto ai Servizi perché non riusciva a conciliare la cura del bambino con i turni di lavoro. Sulla base di una presunzione di inadeguatezza, il bambino le è stato tolto”. E continua a dire: “Ciò che più mi indigna, è constatare come sia più importante una più che discutibile premura di tipo sanitario al favorire l’affetto tra una madre e un figlio in una situazione di grande sofferenza e privazione protrattasi nel tempo. Che cosa è più importante? Tutelare il bambino da un remoto rischio di contrarre il Covid, che secondo la scienza è bassissimo, quasi inesistente o favorire il rapporto tra una mamma e il suo bambino?”. E partiamo da qua: occorre far stabilire il rapporto tra una madre e il figlio. Propongo questo argomento ed effettuo delle interviste. Inizia Marta: “Il Covid ha reso tutti integerrimi. I sentimenti di amore tra madre e figlio, non esistono più? E’ possibile che succeda questo? Io penso che abbiamo accumulato ansia. Siamo diventati ansiosi. Quale il nostro futuro? Non lo so”. Laura aggiunge: “Ho paura per quello che stiamo vivendo nella fase tre. Questa partenza forzata ci ha immesso a riprenderci la vita. Noi non siamo pronti. Il nostro vissuto emotivo chi lo considera? I giorni, i mesi chiusi nella paura, ma chi potrà considerarli? Io avverto una certa angoscia che viene mascherata da sorrisi non sorrisi. La conseguenza? Questa: si dimentica che una madre possa abbracciare il figliolo”. In sintesi, esiste la paura. La paura di esporsi e di dire la propria. La paura del contagio. La paura economica. Ma è società questa, che è dominata dalla paura? Siamo uniti nel panico. Non dobbiamo farci prendere dal panico: ma dobbiamo tuffarci nell’umanità. Sandro Penna scriveva: “Un sorriso raccolgo...”. Raccogliamo il senso di umanità.