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I negazionisti alla Bocca della Verità

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di ROSA MANNETTA

Il sabato 5 settembre, i negazionisti si sono radunati a Roma.

Hanno scelto di radunarsi alla Bocca della Verità. E dalle 16.00 tutti senza mascherina, senza distanziamento sociale, i manifestanti avevano tanti cartelloni. Che cosa è successo? Lo raccontiamo. Uno striscione enorme è avanzato: “Noi siamo il popolo”, con duemila persone che urlavano il termine, “Libertà”. E poi bandiere di “No vax, no mask, no alle multinazionali”. E ancora, ha sfilato il “Popolo delle mamme” che gridavano che i bambini non devono portare le mascherine, che non devono esistere le distanze. Il corteo ripeteva in coro: “Noi non siamo negazionisti, siamo contro la dittatura sanitaria, contro l’obbligo vaccinale perché non si mettono più le mani sui bambini”. Più nel particolare, hanno sferrato gli insulti al governo, alle più alte cariche dello Stato ed hanno bruciato anche una foto di Papa Francesco. E sul palco, poi, ci sono stati vari interventi su temi come i presunti errori medici, il ruolo catastrofico dei vaccini e sulla mancanza di una corretta informazione sul virus. Di conseguenza, il ricercatore Pasquale Mario Bacco, ha aggiunto: “Non neghiamo il virus, ma come viene raccontato...”. Questa in sintesi, è stata la manifestazione. Le reazioni? Numerose. Il ministro Speranza ha detto: “Vedere una piazza di negazionisti, sinceramente, fa rabbrividire. Le regole fondamentali, la mascherina e il distanziamento, devono essere veramente rispettati da tutti. Il Paese sia unito rispetto a questa sfida”. L’argomento è travolgente. I miei intervistati sono inarrestabili. Anna interviene con grinta: “I negazionisti sono la vergogna del nostro Paese. Come fanno a negare che ci siano stati oltre 35000 morti. Come si fa a non rispettare le famiglie che hanno perso i loro cari?”. Mario aggiunge: “Il Covid è una pandemia pericolosa. Occorre seguire le regole ed avere comportamenti adeguati: la mascherina e il distanziamento. Non serve minimizzare o avere un atteggiamento irresponsabile. Alcuni sono stati superficiali nei locali della movida in varie città. La voglia di vivere non deve diventare un mezzo per diffondere il contagio del virus”. Che dire? A mio avviso, tutti noi abbiamo paura. Questa paura va razionalizzata in modo da renderla costruttiva. In che modo? Si deve usare la precauzione. Si torna alla quotidianità con prudenza e attenzione. In questo caso, il negazionismo crolla. Crolla quella tendenza a rinnegare la pandemia che in tutto il mondo sta seminando migliaia di vittime. In questo periodo di incertezza, accadono anche episodi di violenza tra giovani, episodi che rivelano crudeltà e smarrimento, paura e ferocia verso la vita altrui: la morte di Willi Duarte, a Colleferro, è un triste episodio. Tutto ciò è triste. Guido Piovene scriveva: “Ogni attimo è vita...”. Il negazionismo non è vita.