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Covid: i nuovi poveri

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di ROSA MANNETTA

La seconda ondata del Covid 19, sta mettendo in ginocchio la Lombardia e la Campania, due tra le regioni più popolose del nostro Paese.

Il presidente della Regione Campania De Luca, ha annunciato: “Coprifuoco come in Lombardia”. Egli aggiunge: “Volevamo partire dall’ultimo weekend di ottobre, ma partiamo ora. Si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l’onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto in Lombardia”. Queste misure cosa causano a livello economico? E’ presto detto. Questa crisi Covid ha fatto aumentare i nuovi poveri in Italia. Questi numeri sono passati dal 31% al 45%, vale a dire che una persona su due, si rivolge alla Caritas. Tra i tanti, vi è un gran numero di disoccupati. E non solo. I nuovi indigenti sono le donne con figli; coloro che si trovano nella fascia di età, tra i 18 e i 34 anni; i lavoratori in attesa della cassa integrazione; i lavoratori intermittenti; i lavoratori autonomi e i piccoli commercianti. Questo è un quadro impietoso e drammatico e alcuni mi espongono i loro pensieri. Mario dice: “Sto pensando di vendere tutto. Devo chiudere prima la sera. Giusto. Ma per me è un affondo. Tenere aperto mi costa 1500 euro al giorno tra il personale che ho, il fitto e le utenze. Non guadagno come prima. Ora nel locale faccio anche il cameriere. Ho perso guadagni per 250000 euro. Non ho più danaro per affrontare le spese. Queste nuove restrizioni mi fanno chiudere”. Interviene Annamaria: “Io sono parrucchiera. Lavoro anche il lunedì mattina perché non posso pagare le bollette a fine mese. Devo prendere gli appuntamenti uno per volta. Guadagno di meno. Seguo le regole. Avevo quattro dipendenti e fra poco finisce la cassa integrazione. Poi non so cosa fare, se chiudere il negozio o continuare a tenere aperto. Aggiunge Giovanni: “Avevo aperto tre mesi prima del lockdown e ora faccio fatica a pagare le spese”. Il racconto di questi piccoli imprenditori è sconvolgente. Sconvolgente perché non hanno la possibilità di condurre le loro attività. Le loro parole evidenziano sconforto ed amarezza, una sorta di rassegnazione verso il futuro. Nessun futuro, solo la fine di sacrifici di una vita. Il virus adesso è tornato. Il primario Alberto Zangrillo ha affermato: “A maggio il virus era in ritirata , oggi è tornato a mordere, anche per comportamenti negligenti. Ma solo di pochi. La maggior parte della popolazione è coscienziosa, giovani compresi. Lo ripeto: con il virus dobbiamo imparare a convivere”. Sarà certo? Lo scopriremo tra mesi. Philip Roth scriveva: “Sta crescendo il crepuscolo...”. Il crepuscolo per ricominciare. Dovremo riprenderci.