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La dodicenne di Pontecagnano

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di ROSA MANNETTA

In questi giorni si è diffusa la notizia drammatica della ragazzina dodicenne di Pontecagnano che è stata avviata dalla mamma a intrattenersi con una persona anziana.

Il termine “intrattenersi” è gentile: per una banconota di 5 euro, una madre ha proposto la figliola alle attenzioni lussuriose di un signore di età avanzata. Dire signore, a questo individuo, è come dire che una tigre sia docile come un gatto!! La madre ha detto: “Avevo bisogno di 5 euro per le sigarette”. Mi racconta, una lettrice, Annamaria: “Abbiamo perso il potere d’acquisto. E’ gravissimo che una madre giunga a vendere la figlia per una somma irrisoria. E’ vergognoso per il nostro Paese che si diffonda una simile notizia. Diciamolo: tra i vari cataclismi e i terremoti verificatisi negli ultimi mesi, abbiamo il disastro del debito pubblico, della disoccupazione giovanile giunta al 40%, del ricatto dell’Europa che richiede un’altra manovra economica. Come affrontare la quotidianità? Cosa inventarci per vivere? Parlo per me. Ho difficoltà a vivere. Mi sono ridotta ad assistere una signora e guadagno 600euro. Vivo con mia madre. Desidero un compagno e se sto sempre con la signora anziana, dove lo conosco un giovane? Non posso divertirmi con gli amici. Il sabato sera sono con la signora. Il mio giorno libero è il lunedì. E il lunedì i miei amici non escono la sera. Io ho 25 anni. Non sono quarantenne e mi sento come una quarantenne. Ho una laurea in Scienze Infermieristiche e per ora, assisto questa signora. Il mio futuro? Io non ho futuro. La mia vita è inutile”.  In Italia, abbiamo rubato il futuro ai giovani. Vero. Michele, il trentenne che si è tolto la vita, ha spiegato tutta la sua tristezza. Tutta la sua amarezza. Era giovane, ma si sentiva un vecchio senza speranza. Non voleva un lavoro precario. Voleva la sua dignità. La sua dignità rubata. La sua vita rubata. Esecrabile la nostra indifferenza. Esecrabile il nostro far finta di nulla. Cosa dire? Michel Serres scrive: “Un futuro è per i giovani..”. Iniziamo a costruire un futuro per noi e per i giovani che sono anziani dentro.