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Milano: blitz della polizia alla Stazione Centrale

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di ROSA MANNETTA

Qualche giorno fa, si è verificata un’imponente operazione di polizia nei pressi della Stazione Centrale di Milano:

 

sono stati perquisiti, all’improvviso, i profughi che si erano insediati nei giardini della zona. Ciò che sconcerta, sono i metodi: alcuni migranti sono stati bloccati e radunati di fronte alla facciata della stazione. Questi metodi ricordano il nostro recente passato di quando, i tedeschi, radunavano in piazza, la popolazione civile, nelle rappresaglie contro le azioni dei partigiani. Le operazioni di prevenzione e di ispezione del territorio, devono avvenire nel rispetto dei diritti umani. Incontro Anna e le chiedo cosa ne pensa. Lei mi racconta: “Ho visto in televisione, il blitz delle forze dell’ordine, nei vari telegiornali. Mi hanno impressionato i vari reparti, il reparto mobile, gli uomini delle unità cinofile e quelli a cavallo. Perché tutto quel dispiegamento di forze? Mi sembra una propaganda distorta. E poi, l’intervento di Salvini, che ha filmato con il cellulare le operazioni di polizia, lo trovo di pessimo gusto. Non dimentichiamo che i migranti sono persone, persone che abbandonano i loro paesi, per sperare in un futuro diverso. Ho letto da qualche parte che nel 2016, sono morte nel Mar Mediterraneo, 5.022 persone. Ho detto la mia”. Le parole di Anna sono consapevoli. In effetti, nessuno deve più morire per arrivare in Europa. Sarebbe opportuno che in Europa, si sviluppassero politiche che mettano al primo posto le persone e che si riesca a gestire il fenomeno epocale, con più efficacia. Mettere al primo posto le persone, significa che ognuno non è costretto alla morte per giungere nei paesi della Comunità europea.  Del resto, il sogno di una Europa di pace, coincide con la solidarietà. Christian Bobin scrive: “In cielo c’è una stella per ognuno di noi...”. E se iniziassimo a vedere le cose come una stella che può brillare? Ci vuole poco. Proviamoci!