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Nuit des barricades: il 25% e i risultati francesi

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di MARCO SPAGNUOLO

I risultati francesi parlano chiaro: Macron ha ottenuto il 66%, Le Pen il 33%, con l’astensionismo al 25%. Quest’ultimo dato ha dimostrato in maniera molto chiara la volontà dei movimenti di base e studenteschi, con buona parte dell’intellighenzia francese, di disertare i seggi del ballottaggio in aperta avversità con Macron e Le Pen.

 

 

“Ni Le Pen, ni Macron; ni la patrie, ni le patron”, questo uno degli slogan delle Nuit des barricades, le manifestazioni selvagge scoppiate al primo e al secondo turno. Questo slogan è stato ritenuto da molti pura demagogia, quando i movimenti hanno sottolineato che un alto astensionismo non avrebbe recato un favore a Le Pen – mentre, invece, sarebbe stato una forte espressione di un conflitto vis-à-vis rispetto entrambi i candidati. E infatti si è raggiunto il 25% di astensionismo, evento mai ripetuto dal 1969 in Francia. Tale risultato, e tale slogan, hanno dato una risposta netta alle retoriche del “meno peggio”, delle quali l’Italia è maestra.

Queste manifestazioni, selvagge, non hanno un carattere completamente spontaneistico, ma come direbbe qualcuno sono l’effetto di uno “spontaneismo organizzato”. A dimostrazione di ciò non ci sono solo dati temporali – la chiamata a scendere in piazza, su Facebook è stata registrata già giorni prima delle elezioni – ma un vero e proprio percorso assembleare sparso nei diversi territori francesi, di cui prova ne sono gli interventi apparsi su giornali, riviste, blog di movimenti.

Le Nuit des barricades sono in perfetta continuità con le Nuit debout non solo per via del nome e dell’orario in cui fanno scoppiare le manifestazioni, ma nel percorso che le ha portate ad emergere come fenomeni di rivolta endemica e sparsa su diversi territori. Dal punto di vista tematico, queste manifestazioni contrappongono alla “democrazia” delle deleghe quella radicale delle assemblee e della partecipazione diretta alla politica. Inoltre, il carattere di perfetta continuità tra Hollande e Macron ha portato un’affluenza studentesca e precaria altissima nelle manifestazioni di questi giorni, con la lotta contro Loi travail e la buona scuola francese.

In questo contesto di endemica conflittualità e nei confronti del neoliberismo e nei confronti del nazionalismo, è stato anche dichiarato lo stato d’emergenza – altro carattere che unisce Nuit des barricades e Nuit debout – con il conseguente uso della forza da parte degli organi di polizia. Con la conseguenza scontata di un altro, ennesimo, omicidio da parte della polizia francese, che quest’anno ha superato diversi record nella classifica degli abusi di potere, soprattutto nei confronti degli immigrati.

Un messaggio chiaro e tondo, insomma, quello che si leva dalle strade e dalle scuole di tutta la Francia, ovvero lo sfidare la paura dello stato d’emergenza,  scendere in piazza e manifestare a qualunque prezzo contro due grandi pericoli per il paese e per l’Europa, non abbandonandosi all’ovvietà dei risultati elettorali.