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3 Maggio 2021

LE VACCHE E LA NOTTE

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Di Nicola Putignano

“La notte tutte le vacche sono nere”. Questo segmento della fenomenologia di Hegel costituisce il pilastro di tutte le filosofie del realismo storicistico, da cui sono nati pure i filosofi fondanti il socialismo europeo. Applicando ai nostri giorni tale metodo d’indagine, si avverte subito un grande sgomento dettato dall’assenza (apparente) di ogni carattere distintivo nella sovrastruttura politica. Siamo caduti tutti nella palude magmatica del più becero qualunquismo, prodotto da tutti gli affluenti che oggi occupano il governo “dei migliori”.

In realtà la “sinistra” (?), rectius il PD nostrano, era già avvolto nel mantello populista dei pentastellati, ritenendo che il potere in sé legittima ogni alleanza.

Per cui, sotto un certo profilo, avevo avuto un sospiro di sollievo allorchè il Masaniello Renzi aveva disarcionato Conte, mettendo in grossa crisi esistenziale il Movimento, nella speranza di aprire un varco per la creazione di una nuova forza Socialista Democratica Europea, di cui abbiamo tanto bisogno.

La speranza è durata solo un attimo, fino a quando la palude qualunquista si è ricomposta fagocitando i nuovi e vecchi protagonisti.

La notte nebbiosa del nostro Paese è in realtà una rifrazione nazionale di una generale e globale nuova dittatura delle minoranze ricche e oligarchiche, in danno della stragrande maggioranza del popolo indebolito ed impoverito dalla pandemia virale, che oggettivamente sostiene la strategia della paura.

In questa situazione compito del nostro rinnovato foglio è quello di accendere i fuochi delle intelligenze e delle passioni politiche per illuminare la notte nera, per distinguere e mantenere le differenze, consentendo di smascherare le vacche effettivamente nere anche di giorno.

La notte e i falò.