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Ambiente

Rapporto Coldiretti: La Puglia al secondo posto in Italia per reati ambientali.

la Puglia al terzo posto tra le regioni italiane per il consumo di suolo

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DI NICO CATALANO

Credit foto ST PETERS NM – LEICESTER – LE2 licensed CC BY-NC-SA 2.0

La Puglia risulterebbe al secondo posto della classifica nazionale per reati ambientali. È quanto emerge dall’annuale rapporto pubblicato dall’Osservatorio sulla criminalità nel settore agricolo, agroalimentare e forestale. Il report redatto da Coldiretti nazionale, sulla base degli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine, evidenza come nel “tacco d’Italia” negli ultimi quindici anni sono stati sversati, trattati, tombati, nascosti e bruciati rifiuti di ogni tipologia. Migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi, speciali, solidi urbani e industriali provenienti dalle regioni del nord Italia o addirittura dall’Estero. Uno smaltimento illegale, che secondo i rapporti della magistratura, risulta essere una delle attività delinquenziali più remunerative per i vari sodalizi criminali locali. Difatti, in terra pugliese nel corso del 2020, si sono registrate quasi il trenta per cento sul totale delle infrazioni accertate a livello nazionale nell’ambito del ciclo dei rifiuti. Sempre secondo Coldiretti, intere aree rurali vengono utilizzate come discariche a cielo aperto, con il conseguente inquinamento di suolo agrario, sottosuolo e falda, tale da deprezzare le produzioni agricole di qualità e arrecare seri danni ambientali per interi territori. Un’attività criminale, che non risparmia neanche le zone comprese all’interno dei Parchi Nazionali e Regionali Pugliesi, sottoposte a vincoli paesaggistici e ambientali. Un fenomeno in costante crescita anno dopo anno e che vede impegnate non solo le ecomafie, ma anche singoli cittadini nell’abbandonare ogni tipo di rifiuto sia nelle campagne, così come ai bordi delle strade, sempre più invasi da rifiuti solidi urbani e da materiale edilizio di risulta. Cattivi comportamenti, che oltre a provocare incalcolabili danni di immagine alle diverse realtà a vocazione turistica della regione, forniscono un pericoloso materiale di innesco ai vasti incendi che in questa calda estate, stanno funestando il territorio pugliese dal Gargano all’estremo Salento. Il report di Coldiretti, fa il paio sia con il rapporto pubblicato la scorsa settimana dall’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra), che ha collocato la Puglia al terzo posto tra le regioni italiane per il consumo di suolo avvenuto durante lo scorso 2020, così come con il Rapporto Ecomafia 2020, redatto lo scorso dicembre da Legambiente, il quale invece evidenziava come la Puglia, fosse salita in pochi anni dal terzo al secondo posto nazionale, per incidenza dei reati riguardanti sia il traffico illecito di rifiuti, ma anche corse illegali di cavalli, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo. Numeri impietosi, che testimoniano l’inadeguatezza delle politiche ambientali profuse dalle amministrazioni di centro sinistra che si sono avvicendate alla guida della Puglia dal 2005, azioni politiche insufficienti che non sono andate oltre le buone intenzioni di qualcuno e i tanti stucchevoli slogan. Oggi, di fronte ad un’emergenza che rischia di trasformarsi in una bomba ecologica, la politica ha il compito di adottare tutte le accortezze per tutelare concretamente l’ambiente e garantire sicurezza e la salute dei cittadini pugliesi.