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Ambiente

Dopo due anni riprendono nel mondo le manifestazioni a favore del clima.

Venerdì 24 settembre, i giovani di Fridays for Future, hanno manifestato in tutto il mondo, a favore del clima. In Puglia, le elevate temperature causate dal cambiamento climatico e la cementificazione selvaggia stanno portando il territorio verso la desertificazione.

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DI NICO CATALANO

Credit foto  fridaysforfuture license CC BY 2.0

Lo scorso 24 settembre, i giovani di Fridays for Future, hanno manifestato in tutto il mondo, per chiedere una rapida azione a favore del clima da parte dei leader mondiali. Dopo un’assenza, causata dalla pandemia e durata circa due anni, gli attivisti per il clima sono tornati nelle piazze per contrastare il riscaldamento globale causato dal cambiamento climatico indotto dai comportamenti insostenibili dell’uomo del terzo millennio. Un cambiamento climatico che da alcuni anni, ha cominciato a manifestare i suoi effetti catastrofici anche in Europa e soprattutto nel meridione del nostro Paese. In Puglia, la variazione del clima, correlata all’uso indiscriminato di combustibili fossili, così come all’elevato consumo di suolo, dovuto ad una urbanizzazione selvaggia e un turismo predatorio sta causando gravi squilibri meteorologici e una conseguente sempre più crescente desertificazione. Desertificazione, che nella realtà non rappresenta il mero avanzamento di sabbie desertiche, ma l’insieme di tutti i processi che portano, al degrado del suolo, sino al regresso delle potenzialità produttive di un intero territorio, favorito da una serie di concause di origine climatiche ma soprattutto antropiche. Secondo i dati pubblicati recentemente dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione Ambientale), in Puglia negli ultimi sessanta anni, la temperatura è aumentata di 2 gradi centigradi, rendendo molto frequenti le giornate di caldo intenso, un fenomeno sempre più evidente negli ultimi anni, tanto da prevedere che in un prossimo futuro, il nostro areale potrebbe essere interessato da temperature estive anche superiori ai 47 gradi, cosa che comporterebbe gravissime ripercussioni per le produzioni agricole, che potrebbero addirittura essere del tutto compromesse in qualità e quantità. Lo stesso studio, dimostra come il territorio pugliese, sia interessato da un andamento delle precipitazioni sempre più caratterizzato dall’aumento della frequenza di eventi estremi quali nubifragi e alluvioni alternati a lunghi periodi di siccità estrema. A queste sfavorevoli manifestazioni metereologiche, dovute al mutamento del clima per via dell’utilizzo diffuso e generalizzato di fonti energetiche fossili, si sommano gli effetti negativi prodotti dal consumo di suolo provocato delle scelte scellerate di amministrazioni pubbliche poco attente al rispetto per l’ambiente e il paesaggio. Infatti, sempre dall’ultimo report Ispra, si evince come la Puglia, sia tra le peggiori regioni d’Italia in termini di consumo di suolo, con l’otto per cento rispetto alla media nazionale del sette per cento, con la maglia nera assegnata all’area metropolitana di Bari e la provincia di Lecce, le quali risultano stabilmente nella top ten italiana delle province con il più elevato consumo di suolo. Un dato su tutti: nel 2020 nella sola provincia salentina, sono stati divorati dal cemento e dall’asfalto circa 40 mila ettari, rendendo artificiali terreni che svolgevano la naturale funzione di mitigare gli impatti sia delle andate di calore estremo, che soprattutto delle piogge torrenziali, così permettendo all’acqua di infiltrarsi, non di ruscellare in superfice evitando di provocare erosione e dissesto idrogeologico.

Una vulnerabilità eco sistemica che in Puglia, sta causando una grave emergenza sociale, economica e ambientale ormai sotto gli occhi di tutti. Una situazione insostenibile, che dovrebbe indurre noi cittadini a cambiare il nostro stile di vita, così come quella politica fino ad oggi distante e poco concreta, a mettere in atto drastiche azioni per garantire il futuro alle prossime generazioni.

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Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista