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Ambiente

Cibo che cambia il mondo per salvare il pianeta.

L’agricoltura è uno dei settori maggiormente attrattivi per gli investimenti delle mafie. Lo scorso week end si è tenuta a Fondi una tre giorni sui diritti della Terra e delle persone.

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DI NICO CATALANO

Credit foto  Masahiro Ihara license CC BY 2.0

Secondo quanto pubblicato ultimamente da Eurispes, in Italia oltre quattrocentomila persone, sono assoggettate alla violenza mafiosa. Un fenomeno increscioso, che nel nostro Paese assicura ai vari sodalizi criminali, un volume di affari annuo stimato attorno ai ventiquattro miliardi di euro. Sempre a detta dallo stesso istituto di studi politici, economici e sociali, l’agricoltura risulta essere uno dei settori produttivi maggiormente attrattivi per gli investimenti di denaro proveniente dalle attività della criminalità organizzata. Per costruire consapevolezza verso queste tematiche, l’associazione “Casa Comune” presieduta da don Luigi Ciotti, durante l’ultimo fine settimana ha organizzato a Fondi, una manifestazione dal titolo “Diritti della terra e diritti delle persone”. Una tre giorni di incontri formativi e informativi all’insegna della giustizia sociale che si sono svolti proprio in quella provincia di Latina, dove da qualche decennio, diverse decine di braccianti indiani lavorano spesso in condizioni disumane, sfruttati dai clan malavitosi. Un’iniziativa volta a sostenere principalmente l’impegno di volontari, giornalisti e di tutti coloro che nell’agro pontino si battono in difesa della legalità, in una terra fortemente condizionata dalla presenza mafiosa, così come evidenziato nell’ultima Relazione semestrale al Parlamento della Direzione Investigativa Antimafia. Proprio sul tema dello sfruttamento dell’ambiente e dell’uomo in agricoltura, dai tre giorni di Fondi, è emerso un monito verso le Istituzioni Europee. “La produzione del cibo è un problema Europeo, un qualcosa di una portata globale, ed è insopportabile che un bene primario legato ad un bisogno essenziale dell’uomo sia ridotto a merce. Pertanto è inammissibile che il profitto condizioni i processi vitali dell’umanità, tanto da tenere sotto sequestro beni universali e indispensabili alla vita. Le Istituzioni Europee, hanno il dovere di impegnarsi per garantire a tutti un cibo sano, di qualità, prodotto da una terra rispettata e coltivata con amore, senza qualsiasi forma di sfruttamento” ha affermato don Ciotti, sottolineando come la Chiesa sia in prima linea per contribuire a realizzare concretamente quella conversione ecologica di cui parla anche Papa Francesco nell’ enciclica “Laudato si”. L’evento di Fondi è stata anche l’occasione per lanciare un progetto di imprenditoria sociale unico in Italia, “una rete di imprese agricole impegnate a favore di un’agricoltura di qualità, trasparente, rispettosa dei diritti dell’uomo e della Terra” così come ha dichiarato lo scrittore e sociologo Marco Omizzolo. Per realizzare tutto ciò, è necessario accanto all’azione istituzionale, anche un cambiamento delle nostre coscienze, un qualcosa che parta da ognuno di noi al fine di unire il locale al globale nell’impegno di costruire un mondo migliore.   

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