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Ambiente

Dal Produttore al consumatore: la nuova strategia UE all’insegna della sostenibilità ambientale.

Approvata in Parlamento Europeo la nuova strategia comunitaria < dal produttore al consumatore>. Avrà il compito di promuovere i regimi alimentari sostenibili per conseguire gli obiettivi previsti dal Green Deal Europeo.

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DI NICO CATALANO

Credit foto  Tesco PLC license CC BY-NC-SA 2.0

Mercoledì scorso, il Parlamento Europeo riunitosi in seduta plenaria, con 452 voti a favore, 170 voti contrari e 76 astensioni ha approvato le linee guida della nuova strategia comunitaria denominata “Dal produttore al consumatore”. La massima assise continentale con tale votazione, ha accolto favorevolmente le raccomandazioni proposte nel maggio del 2020 dalla stessa Commissione Europea. La nuova strategia UE denominata “Farm to Fork” avrà il compito di promuovere l’importanza dei regimi alimentari sostenibili, sani, rispettosi dell’ecologia dei luoghi e del benessere degli animali, al fine di conseguire gli obiettivi previsti dal Green Deal Europeo, anche in materia di rispetto per biodiversità, clima e salute pubblica. Il testo approvato è la risposta a delle necessità avvertite nei vari territori dell’Unione Europea: una maggiore sicurezza alimentare per i consumatori associata alla garanzia di un reddito equo per gli agricoltori. In questi ultimi anni, dove sempre più si stanno manifestando fenomeni come il surriscaldamento climatico e le diffuse diseguaglianze, nefaste conseguenze, provocate da un approccio produttivo agricolo insostenibile, diventa necessario cambiare passo e intensificare gli sforzi, da parte di tutti: dall’agricoltore al consumatore, per implementare la sostenibilità in ogni fase della filiera alimentare. Nel contempo, l’Unione Europea deve mettere in atto delle azioni per rafforzare la posizione degli agricoltori nella stessa filiera, anche attraverso l’adeguamento delle attuali regole di concorrenza, affinché finalmente i contadini possano percepire una parte equa dei profitti ottenuti dagli alimenti coltivati e prodotti in modo sostenibile. Contrastare il consumo eccesivo di carne e di alimenti trasformati ricchi di sale, zuccheri e grassi (fissando livelli massimi di assunzione), ridurre le emissioni di gas a effetto serra, così come l’utilizzo dei pesticidi, nonché monitorare il rispetto delle norme per il benessere animale, la protezione della biodiversità e degli impollinatori, sono alcune raccomandazioni contenute nel testo approvato dal Parlamento. Gli Stati membri dovrebbero raggiungere questi obiettivi nei piani strategici nazionali formulati a livello statale nell’ambito della nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC). Finora le politiche di sviluppo rurale dell’Unione Europea, hanno sostenuto modelli agricoli dannosi per l’ambiente e la salute dei cittadini, favorendo indirettamente l’importazione da fuori UE, di prodotti ottenuti tramite filiere non sostenibili. È giunto il momento di lasciarsi alle spalle una agricoltura fatta di allevamenti intensivi e monocoltura con elevato utilizzo di fitofarmaci. Bisogna predisporre misure concrete per ridefinire gli attuali sistemi alimentari, stimolando la produzione locale, biologica e a basso impatto da parte della chimica di sintesi e dei gas serra. Tale sistema è indispensabile non solo per la salute del pianeta ma anche per dare un futuro alla stessa agricoltura.

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Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista