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Ambiente

Salviamo le api per dare un futuro al Pianeta.

Le api sono importanti per la biodiversità e la vita dell’uomo. Circa il novanta per cento della frutta e verdura è presente sulle nostre tavole grazie all’azione delle api. Ultimamente gli alveari stanno sempre più scomparendo a causa dell’agricoltura intensiva, della cementificazione e dei cambiamenti climatici.

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DI NICO CATALANO

 Credit foto U.S. Geological Survey license CC0 1.0.

Tra gli insetti impollinatori, le api oltre a fornire miele, cera e altri prodotti, sono i principali responsabili dell’impollinazione di oltre il settanta per cento delle specie vegetali. Circa il novanta per cento di frutta e verdura, è presente sulle nostre tavole grazie all’azione degli insetti pronubi. A livello globale, dopo la Repubblica Popolare della Cina, il continente Europeo è il secondo produttore di miele. Mentre l’Italia, risulta essere il quarto in Europa, con un valore diretto sia per i prodotti venduti che per i servizi ecosistemici forniti dalle api all’agricoltura e all’ambiente, calcolato secondo ISMEA pari a i 6 miliardi di euro annui. Questa importante azione sia ecologica che economica, svolta dagli insetti impollinatori, ultimamente è sempre più minacciata da diversi fattori di origine antropica. Infatti, secondo quanto denuncia l’associazione “One Heart” negli ultimi tre decenni, si sarebbe estinto un numero di alveari pari al venticinque per cento del totale, un trend questo, che se non trova efficaci soluzioni di contrasto, a lungo andare rischia di provocare gravi ripercussioni per la biodiversità e la vita stessa dell’uomo. Secondo studi e ricerche effettuate sia dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che dalla stessa FAO, la cementificazione dei suoli, così come l’agricoltura intensiva, sembrerebbero essere le principali cause della diminuzione del numero di alveari e della conseguente minore produzione di miele. L’agricoltura intensiva risulta essere tra i principali indiziati per la moria delle api, sia per l’uso di erbicidi, fungicidi e insetticidi che impone, e tra quest’ultimi la classe dei neonicotinoidi, ma anche per le diffuse pratiche monocolturali, le quali riducono drasticamente la presenza delle specie vegetali pollinifere, provocando una scarsità di risorse alimentari per le stesse api. Analogamente la cementificazione, sottraendo cospicue superfici di suolo su cui vivono le essenze spontanee e coltivate produttrici di pollini, contribuisce alla diminuzione degli alveari. Una perdita di suolo, che nel nostro Paese aumenta proporzionalmente il doppio rispetto alla crescita demografica, precisamente ad una velocità di due metri quadrati di suolo al secondo sottratti alla produzione agricola e alla biodiversità. Tutto ciò, grazie anche ad una classe politica indolente che non riesce a trasformare in Legge, quella proposta redatta per fermare il consumo di suolo, e rimasta ferma nei cassetti dei palazzi istituzionali ormai da diversi anni. Ultimamente anche i cambiamenti climatici associati alla velocità dei trasporti tra i vari continenti favoriti dalla globalizzazione, stanno contribuendo alla scomparsa dei pronubi, facilitando indirettamente la diffusione molti patogeni per gli alveari, tra questi l’acaro Varroa destructor e il fungo Nosema ceranae. Gli insetti impollinatori sono importanti per la natura e la vita dell’uomo, fino a quando le istituzioni continueranno a fronteggiare i problemi ambientali con una visione antropocentrica, ogni soluzione da loro intrapresa sarà inadatta e inefficace. Per salvare le api, dobbiamo cambiare come genere umano, il nostro modo di vivere, tramite l’adozione di una politica ecosistemocentrica che metta al centro l’ambiente, la diversità biologica e il futuro del nostro Pianeta.

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Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista