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Ambiente

Grandinate e surriscaldamento: pensare globalmente, agire localmente

Una grandinata lo scorso weekend ha provocato ingenti danni all’agricoltura della provincia di Bari. Il cambiamento climatico globale, anche in Italia è causa dell’aumento di eventi climatici avversi, con impatti negativi per ambiente, economia e società

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DI NICO CATALANO

Credit foto: woodleywonderworks  license CC BY 2.0.

In Italia, negli ultimi anni la frequenza e l’intensità dei fenomeni meteorologici estremi sono aumentate in modo esponenziale. Nubifragi di portata eccezionale e trombe d’aria di particolare violenza, si alternano sempre più ai lunghi periodi siccitosi, caratterizzati dalle roventi temperature tipiche del continente africano. Sono le conseguenze del cambiamento climatico in atto dovuto a quel surriscaldamento del pianeta, causato dai nostri stili di vita insostenibili. Un fenomeno increscioso, principalmente provocato nell’ultimo secolo sia dalla sovrabbondante immissione nell’atmosfera di sostanze climalteranti provenienti dall’utilizzo nelle attività antropiche di combustibili fossili quali carbone, petrolio e gas metano, sia dell’enorme perdita di boschi e foreste avvenuta a vantaggio di coltivazioni intensive, asfalto e cemento. Una situazione questa, che specialmente nelle zone centro meridionali della nostra penisola, rischia di portare ad un sostanziale e costante aumento delle temperature associato alla drastica diminuzione delle precipitazioni. Tale scenario, a lungo andare porterebbe i nostri areali ad essere contraddistinti da un ridotto periodo umido invernale e un conseguente lunghissimo periodo estivo secco. Un clima, con estati particolarmente afose, caratterizzate dall’innumerevole presenza di eventi climatici estremi, pericolosamente impattanti sulla nostra economia, sui tessuti sociali e sulle comunità. Nell’era dove il globale è da tempo in stretta connessione con il locale, lo scorso fine settimana un vasto territorio della nostra regione, è stato severamente colpito dalle nefaste conseguenze di un evento meteorologico estremo. Una perturbazione di portata eccezionale, trasformata in una violenta grandinata, si è abbattuta in diversi comuni del sud est barese. I chicchi di grandine, delle dimensioni simili a delle palline da tennis hanno danneggiato migliaia di autovetture, abitazioni e attività commerciali. Particolarmente colpito è stato il settore agricolo, in una zona contraddistinta dalla presenza di quella viticoltura da tavola da sempre fiore all’occhiello del made in Italy, una situazione questa, che rischia di fare finire sul lastrico alcune centinaia di aziende agricole. Secondo i dati di pubblicati dalla European environmental agency (Eea) nel periodo compreso tra il 1980 e il 2021, i Paesi dello spazio economico europeo hanno perso collettivamente, oltre quattrocentoquaranta miliardi di euro a causa degli eventi climatici estremi. L’Italia, con una perdita calcolata pari a circa settantadue miliardi di euro, occupa il secondo posto tra le nazioni europee, infatti secondo l’osservatorio clima- città di Legambiente, dal 2010 al 2021, solo nel nostro Paese, sono state registrate oltre 1.100 manifestazioni climatiche estreme che soprattutto per le imprese medio piccole, hanno provocato una riduzione di oltre il sei per cento del fatturato e della redditività. Il clima è un fenomeno complesso all’interno del quale sono strettamente collegati fattori ambientali, economici e sociali. Agire per contrastare il cambiamento climatico in corso è una priorità istituzionale che necessita di un elevato grado di consapevolezza nella società rispetto all’adozione di modelli produttivi virtuosi e sostenibili. La prima legge dell’ecologia recita che tutto è correlato con il resto, quindi anche i nostri comportamenti quotidiani sono importanti se vogliamo evitare gli impatti negativi che eventi atmosferici estremi causano non solo sull’ambiente ma anche a livello locale sull’economia e la salute dell’uomo.

Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista