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Ambiente

Surriscaldamento climatico: luglio 2022 mese più caldo di sempre.

Secondo i dati del CNR il mese di luglio 2022 sarebbe stato tra i più caldi di sempre. Un surriscaldamento atmosferico causa di eventi climatici avversi dovuto ai nostri comportamenti insostenibili, tra questi la deforestazione.

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DI NICO CATALANO

Secondo i dati pubblicati recentemente nel report mensile redatto dall’ Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima incardinato nel Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR) il mese di luglio 2022 sarebbe stato tra i più caldi e afosi di sempre. Infatti secondo gli scienziati del CNR, lo scorso mese è stato registrato nel nostro Paese, un aumento delle temperature di ben oltre due gradi e mezzo sopra la media italiana statisticamente osservata nel tempo. Luglio 2022, si cataloga come il secondo luglio più caldo registrato dall’anno 1800 ad oggi (ovvero da quando vengono realizzate tali misurazioni) con la presenza di temperature giornaliere inferiori solo al luglio 2003, definito il mese più caldo di sempre riscontrato nei nostri areali. Inoltre, sempre dai dati divulgati dal Consiglio delle Ricerche, emerge che i primi sette mesi dell’anno in corso, sono stati caratterizzati da medie climatiche molto alte, difatti se il 2022 finisse adesso sarebbe classificato come l’anno più caldo degli ultimi due secoli. Secondo le previsioni dei ricercatori, se durante i prossimi mesi, le temperature medie mensili dovessero confermare l’andamento precedente, l’anno in corso, rischia di passare alla storia come quello più caldo in assoluto, superando quanto già avvenuto nel recente 2018, che presentò temperature assolute sopra la media di riferimento, dovute principalmente alle registrazioni anomale pari a + 2,30 e + 3,50 gradi riguardo alle medie rilevate rispettivamente nei mesi di gennaio e aprile. Tali temperature sono responsabili dei vari eventi climatici estremi quali frequenti trombe d’aria e gli intensi temporali che si alternano ai lunghi periodi di siccità, che sempre più presenti nei nostri areali arrecano danni ingenti all’ambiente, alle produzioni agricole e alla salute delle persone. Tra le cause dell’aumento delle temperature vi è l’uso dei combustibili fossili associato alla cementificazione, all’agricoltura intensiva e soprattutto alla deforestazione. Solo in Puglia, secondo i dati recentemente pubblicati da coldiretti, negli ultimi dieci anni, sono circa venti milioni gli alberi in meno a causa di cemento, asfalto, incendi e xylella. Gli alberi svolgono una importante azione equilibratrice riguardo al clima, difatti ogni albero di medie dimensioni giornalmente tramite il processo fotosintetico, immette nell’atmosfera circa due chilogrammi di ossigeno, elemento utile per la vita e assorbe una pari quantità di anidride carbonica, principale responsabile del surriscaldamento climatico. La perdita di un numero enorme di alberi, ha comportato una minore capacità di assorbimento dei gas serra che di conseguenza ha causato l’aumento delle temperature e dei fenomeni climatici avversi. Un tema importante per l’ecologia, l’economia e la vita delle persone, purtroppo ancora assente dalle agende politiche in questo periodo elettorale.

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Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista