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Ambiente

Danni da maltempo nelle Marche: L’Italia sempre più a rischio di erosione e dissesto idrogeologico.

Venerdì 16 settembre, una vasta zona dell’Italia centrale è stata colpita da un’ondata eccezionale di maltempo che ha provocato lutti e ingenti danni. Conseguenze del cambiamento climatico e della particolare fragilità idrogeologica in cui versa l’intero territorio nazionale.

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DI NICO CATALANO

Credit foto: https://www.golos-ameriki.ru/a/trump-florence-fema/4572459.html

L’ondata di eccezionale maltempo, che ha colpito recentemente una vasta zona dell’Italia centrale provocando lutti e ingenti danni, costringendo le autorità a deliberare lo stato di emergenza, evidenzia per l’ennesima volta come il territorio italiano sia fragile dal punto di vista idrogeologico. Alle prime ore di venerdì 16 settembre, una bomba di acqua di portata e intensità eccezionale ha colpito il Senigalliese, in provincia di Ancona, e l’Alto Pesarese, al confine con l’Umbria, facendo straripare fiumi e torrenti, travolgendo argini, strade e abitazioni. Una situazione emergenziale certamente conseguente al cambiamento climatico in corso, ma anche purtroppo causata da decenni di azioni antropiche non rispettose dell’ambiente, quali disboscamenti e cementificazione. Dalle pubblicazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), emerge come nei primi nove mesi di quest’anno, gli eventi meteo estremi e tra questi nubifragi, bombe d’acqua, grandinate, bufere di vento e tornado, sono cresciuti di oltre il cinquanta per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Eventi estremi che diventano nefasti in gran parte della nostra penisola a causa della particolare fragilità del territorio. I dati pubblicati nel marzo scorso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) evidenziano che oltre nove comuni su dieci in Italia (quasi il novantaquattro per cento del totale) presentano gran parte del loro territorio a rischio idrogeologico, una percentuale che sale al cento per cento in diverse regioni, tra cui le Marche. Un quadro nazionale sulla pericolosità legata a frane, alluvioni ed erosione costiera dell’intero territorio italiano è fornito dalla terza edizione del Rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia: Pericolosità ed indicatori di rischio”. Infatti, secondo tale studio condotto sempre da Ispra, sono oltre otto milioni gli italiani che abitano in aree ad alta pericolosità, tra questi circa un milione e trecentomila residenti in zone a rischio frana, mentre quasi sette milioni sono invece quelli che vivono in zone soggette alle alluvioni. Tra le Regioni che presentano i valori più elevati di popolazione esposta a tali rischi, troviamo in testa l’Emilia Romagna, seguita da Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Liguria. Per quanto riguarda invece l’erosione costiera, regioni come la Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia presentano i valori più elevati di costa in erosione. Fenomeni incresciosi che oltre a mettere in pericolo la vita dei cittadini, rappresentano un rischio per il paesaggio e le sue peculiarità, i beni naturali, storici, architettonici, oltre per le varie attività produttive. Secondo Coldiretti, durante l’anno in corso gli eventi estremi, in media quasi nove al giorno da nord a sud dell’Italia, con la complicità della fragilità idrogeologica in cui versa il territorio nazionale, hanno provocato perdite economiche al settore primario per oltre sei miliardi di euro dall’inizio dell’anno, pari al dieci per cento della produzione nazionale. Da parte delle istituzioni, occorre fare molto di più sia sul fronte del rispetto per l’ambiente che del contrasto al rischio idrogeologico, una fragilità presente da secoli nel nostro Paese, oggi diventata purtroppo emergenza grazie alle conseguenze indotte dal cambiamento climatico. Affrontare il rischio idrogeologico significa occuparsi di prevenzione, investimenti, infrastrutture ma anche affrontare concretamente le cause dei cambiamenti climatici, tutte tematiche sottaciute o poco affrontate nella campagna elettorale appena conclusa.

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Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista