Mettiti in comunicazione con noi

Ambiente

L’Italia brucia. Piromani e speculatori ringraziano le scelte della politica.

L’Italia divorata dalle fiamme. analisi di una politica che non va

Pubblicato

su

DI NICO CATALANO

Credit foto  Contando Estrelas license  CC BY-SA 2.0

Dopo la pandemia, l’Italia è alle prese con un’altra seria emergenza: quella degli incendi. Nelle ultime settimane, il fuoco ha “bruciato” centinaia e centinaia di ettari dal nord al sud del nostro Paese, sia con la complicità delle ripetute e anomale ondate di caldo eccezionale, sicuramente conseguenziali al cambiamento climatico in corso, ma anche grazie all’azione sconsiderata dell’uomo. Non bruciano soltanto i boschi e le foreste ma anche pascoli, frutteti e campi coltivati in Sardegna, Sicilia e Abruzzo. In Calabria le fiamme provocano addirittura anche la morte e soprattutto brucia la Puglia, dove a fuoco vanno gli oliveti resi secchi dalla xylella. Secondo Coldiretti, gli incendi, finora verificatisi in Italia, hanno distrutto circa ottanta mila ettari di biodiversità vegetale, con un costo totale che si aggira oltre ai tre miliardi di euro. Un fronte del fuoco che nella maggior parte dei casi risulta di difficile controllo da parte dei comandi provinciali dei vigili del fuoco e dalla protezione civile. Una situazione incresciosa le cui responsabilità risalgono alle tante erronee scelte effettuate dai precedenti governi. Nel 2017 l’allora governo Renzi, “liquidò” con estrema superficialità, il Corpo forestale dello Stato, accorpandolo all’Arma dei Carabinieri e trasferendo ai vigili del fuoco soltanto l’onere dello spegnimento degli incendi, peraltro senza nulla prevedere per la loro prevenzione. Contemporaneamente, la flotta dei canadair ovvero gli aerei preposti allo spegnimento degli incendi, di proprietà dello Stato italiano e sino a quel momento in dotazione al disciolto Corpo forestale, furono assegnati tramite dei bandi a delle società private. Una situazione che nel tempo è degenerata, portando sia concreti problemi logistico organizzativi nella gestione delle operazioni di prevenzione e spegnimento degli incendi, ma anche ingenti esborsi per la pubblica amministrazione. Infatti queste imprese private, prevedono un costo di circa quindici mila euro all’ora per gli stessi canadair ogni volta che si alzano in volo per partecipare alle operazioni di spegnimento di un incendio, un costo superiore di tre volte a quello di mercato. A tutto ciò, c’è da aggiungere il pericolo che sussiste nell’ affidare una tanto delicata funzione pubblica a dei privati, che paradossalmente potrebbero anche essere in conflitto d’interesse con gli stessi autori degli incendi. Come se non bastasse, i disastri commessi dalla classe politica italiana non finiscono qui. È notizia di qualche giorno fa, che la riforma della Giustizia promossa dal Ministro Cartabia, renderà diversi reati ambientali non più perseguibili, in quanto non rientranti tra quelli il cui regime è sottratto alla improcedibilità dell’azione dopo il decorso di un breve lasso di tempo. Mentre il Ministro per l’ambiente Roberto Cingolani, afferma che il sessanta per  cento degli incendi risulta essere di origine dolosa e nel contempo il paesaggio di molti territori del Paese somiglia sempre più all’inferno Dantesco, piromani e speculatori ringraziano le scelte della politica italiana.

Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista