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Ambiente

Varata la nuova Politica Agricola Comunitaria all’insegna della sostenibilità e dell’equità

Il Consiglio UE ha finalmente raggiunto l’accordo per il sostegno allo sviluppo rurale in riferimento al periodo 2023 – 2027

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DI NICO CATALANO

Credit foto  hollywoodsmile310 license CC BY-NC 2.0 

Disco verde per la Politica agricola Europea (PAC). La scorsa settimana, il Consiglio UE Agricoltura ha raggiunto finalmente l’accordo con gli Stati membri per quanto riguarda il sostegno allo sviluppo rurale in riferimento al periodo 2023-2027. L’accordo, ancora provvisorio in quanto dovrà incassare nelle prossime settimane il voto favorevole del Parlamento Europeo convocato in seduta plenaria, prevede di raggiungere nel prossimo futuro l’obbiettivo di un’Agricoltura continentale all’insegna dell’equità e della sostenibilità. Degli oltre trecentoquaranta miliardi destinati alla politica agricola provenienti dal bilancio dell’Unione Europea, per il settore primario del nostro Paese sono destinati circa trentotto miliardi, che, a partire dal primo gennaio 2023, saranno distribuiti nei successivi sette anni tramite i vari programmi di sviluppo rurale (psr) redatti dalle regioni. Una cifra destinata ad aumentare sino a quarantanove miliardi, grazie al previsto cofinanziamento nazionale per gli aiuti al settore agricolo, agroalimentare e delle filiere forestali. La linea tracciata da Bruxelles, quella del sostegno alle pratiche agricole rispettose dell’ambiente, dei diritti sociali e del lavoro, dovrà essere obbligatoriamente rispettata anche nei vari Piani strategici nazionali dei Paesi membri, pena la perdita del sostegno Europeo, oltre che di severe sanzioni comunitarie per i Paesi inadempienti. Stati membri, che dovranno anche ridistribuire almeno il dieci per cento di queste risorse a beneficio delle aziende agricole più piccole, così come per attivare misure atte a favorire l’inserimento dei giovani agricoltori al fine di contenere l’esodo rurale. Per questi motivi, una delle novità presenti nell’accordo raggiunto è rappresentata proprio dall’introduzione dei Piani strategici nazionali. Tali strumenti di pianificazione trasferiscono di fatto il potere e le responsabilità di attuazione della Politica agricola Comunitaria da Bruxelles agli Stati membri. Pertanto, ogni Stato membro avrà la possibilità di elaborare ed attuare un piano strategico in grado sia di rispondere concretamente alle specifiche richieste territoriali, ma anche di fornire all’Unione Europea appropriate e puntuali retroazioni a riguardo dei relativi risultati raggiunti. Al fine di raggiungere l’obbiettivo di un’agricoltura sostenibile e realmente capace di contrastare i cambiamenti climatici, Bruxelles ha deciso anche di raddoppiare le sanzioni per coloro che ripetutamente non rispettano i principi Comunitari in materia di rispetto per l’ambiente e benessere degli animali, requisiti indispensabili per accedere al sostegno dell’Unione Europea. Tale decisione dovrebbe costare agli agricoltori non virtuosi la perdita del dieci per cento dei loro diritti. Inoltre, la nuova Politica Agricola UE sarà incentrata sul sostegno agli Ecoregimi, ovvero per le pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente e dell’ecologia dei luoghi. Tra queste prassi rientrano l’agricoltura biologica, la salvaguardia del benessere animale negli allevamenti e le tecniche agronomiche a bassa emissione di carbonio, impegni agroambientali a cui dovranno necessariamente essere destinate almeno il trentacinque per cento delle risorse economiche previste nei vari Piani strategici nazionali. Ci si augura che tali decisioni, seguite dall’implementazione di importanti strumenti di pianificazione economica non rimangano solo sulla carta, ma trovino adeguata corrispondenza nella realtà, in quanto non è in gioco solo la credibilità dell’Unione Europea ma il futuro dei nostri figli

Agronomo, ricercatore ecologista, divulgatore e saggista