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Cronaca

Neonata nigeriana muore: “Non è una tragedia”

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di ROSA MANNETTA

In un ospedale di Sondrio è successo ciò: una madre vede morire la propria bimba di 5 mesi.

Urla il suo dolore in modo straziante. E’ choccata. E’ piena di dolore. Ma cosa importa? Lei è nigeriana. I pazienti in corsia, notano solo un fastidio. Questa madre africana disperata ha dato fastidio. Il suo dolore dà fastidio. I pazienti hanno detto: “Perdere un figlio non è poi così importante per gli africani perché tanto ne sfornano uno all’anno”. E poi, costoro hanno atteso le visite dicendo che quella “scimmia”, piangeva nel corridoio dell’ospedale. E hanno sorriso sul dolore di quella “scimmia”. Il cuore di questa bimba ha smesso di battere ed è giunta in pronto soccorso in arresto cardiocircolatorio. I medici hanno tentato di tutto e non sono riusciti a rianimarla. Il fatto diventa cronaca non nei confronti della bimba deceduta, ma perché i pazienti, hanno provato diciamo, un disturbo misto a noia, nel sentire il pianto della madre. Una madre che vede la figlia morire, può mai essere felice? Può mai ridere? Una madre nigeriana non può distruggersi dal dolore. Una madre bianca può distruggersi. E’ questo il punto. E nel solito bar Maracuja, dove effettuo le mie interviste, propongo questo argomento. Tutti vogliono dire la propria. Mariangela dice: “Io ho due figli e come madre, non vorrei mai avere il dolore di sopravvivere a loro. Mi auguro di morire prima di loro. Una madre non può vedere un figlio morire. In genere non è una questione di razza. Tutte le madri sono madri. Non esiste che una madre di colore, non possa piangere. Siamo diventati disumani”. Silvana aggiunge: “Viviamo un razzismo senza precedenti”. Mario rivela: “Io non so definire cosa succede in Italia. Noi siamo sempre stati brave persone. L’ondata di odio razziale è preoccupante. Mi preoccupo. Noi abbiamo sempre aiutato tutti. Perché non siamo più umani?”. E’ una domanda angosciante. La ripropongo: “Perché non sentiamo più l’umanità?”. Perché non ci poniamo questa domanda? Perché facciamo finta che tutto vada bene? Nulla va bene. Non va bene. Fra pochi giorni sarà Natale. Il Natale vero, è umanità verso l’altro e il diverso. Se il Natale è solo il pranzo in famiglia con i parenti o con gli amici, è solo un Natale da crapuloni. Il Natale è misericordia, è soccorrere chi ha bisogno, è pace nei cuori. Pace nei cuori? Ma è veramente così? Il Natale non esiste più: esiste solo arrivismo, desiderio di schiacciare l’altro, desiderio di farlo cadere nella polvere. E prima o poi diventeremo tutti “polvere”. Ricordiamo che a turno saremo polvere in una cappella o nella nuda terra. Boris Pasternak scriveva: “Il tuo senso è altruista come l’aria”. E noi siamo caduti nel peggiore razzismo. Dovremo uscirne.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo