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Cronaca

L’OMICIDIO DI CRISTIANO APRILE, CHI HA VISTO QUEST’UOMO?

Sono passate da poco le 8 del 24/02/1987 in Via Levanna 35 a Roma. Inizia la solita giornata fatta di routine. Anche per la famiglia Aprile. Una famiglia come tante.

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Di Pierdomenico Corte Ruggiero

Un coltello e una stanza piena di macchie di sangue. Ingredienti ideali per un incubo. Uno di quelli che ti tormenta il sonno, che ti fanno urlare. Poi arriva l’alba e l’incubo finisce. O almeno cosi dovrebbe essere. Sono passate da poco le 8 del 24/02/1987 in Via Levanna 35 a Roma. Inizia la solita giornata fatta di routine. Anche per la famiglia Aprile. Una famiglia come tante. Valerio capofamiglia e insegnante presso un istituto professionale, la signora Fiorella e tre figli: Patrizio, Giada e Cristiano. Il Prof Aprile e suo figlio Patrizio escono per recarsi a scuola. Giada e Cristiano stanno male e quindi rimangono a casa con la madre. Manca poco alle 8 e 30, quando suonano alla porta. Apre la porta la signora Fiorella. Si trova davanti un ragazzo che le chiede di poter prendere in prestito un libro. Infatti il Prof. Aprile era solito dare in prestito libri agli studenti. La signora lo lascia entrare visto che il ragazzo si era già presentato 15 giorni prima con la medesima richiesta. Questa volta però il ragazzo tira fuori un coltello e immobilizza la signora Aprile. Nel legarla si scusa per aver stretto troppo la corda e per imbavagliarla usa un fazzoletto blu a pois bianchi con “odore di muffa” . Le chiede dove sono i soldi. Fiorella Aprile indica la stanza dove custodisce 5000.0000 lire ma l’aggressore si rende conto che in casa ci sono Giada e Cristiano. Un comune ladro avrebbe preso i soldi e sarebbe fuggito. Lui no. Si dirige verso la stanza dei bambini. Cristiano si trova nel suo letto e viene colpito mortalmente con 8 coltellate. Giada si trova in bagno. Il ragazzo decide di uccidere anche lei. La colpisce ripetutamente ma si ferma. Sente dei rumori. La signora Aprile che chiede aiuto. L’assassino torna in salotto dove aveva lasciato la signora. Si avventa su di lei, la colpisce alla testa e le taglia la gola. Si accorge però che i vicini degli Aprile si sono allarmati. A questo punto decide di fuggire e riesce a far perdere le tracce. Giada e sua madre vengono portate in ospedale. Per fortuna si salvano. La polizia inizia le indagini per trovare l’assassino di Cristiano. Vengono interrogati gli alunni del Prof. Aprile, si ipotizza una vendetta. Ma non emerge nulla. Viene realizzato anche un identikit dell’assassino: tra i 18-20 anni, alto, magro, pallidissimo, occhiali di metallo, capelli castani tagliati a spazzola, giubbotto e jeans. Non arrivano però segnalazioni. Eppure un ragazzo sporco di sangue doveva essere notato. Si allontana su un mezzo proprio? O si allontana nel parco attiguo a Via Levanna? Il caso viene archiviato senza alcuna risposta. Ignoto l’assassino. Ignoto anche il movente. Sembra anomala come rapina. Inoltre l’assassino mostra una carica di violenza enorme. Che forse ha scatenato anche in altre occasioni. L’assassino conosceva le abitudini della famiglia Aprile ed era certo di trovare la signora sola. Forse ha frequentato per diverso tempo ambienti dove era presente anche la signora Aprile. Dopo 35 anni resta una domanda inquietante: chi è questo feroce assassino?

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