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Cronaca

SI SCRIVE EMANUELA ORLANDI, SI LEGGE ALDO MORO?

Dal 2005 la Banda della Magliana è stata coinvolta più volte nella vicenda Orlandi da ex appartenenti alla Banda. De Pedis rapisce la Orlandi per riavere i soldi dati a Calvi e passati allo IOR; De Pedis rapisce la Orlandi per fare un piacere a Casaroli. Tutte affermazioni mai dimostrate. Semplice mitomania? Forse. In realtà tutto potrebbe essere più complesso. Il riferimento alla vicenda Orlandi potrebbe invece nascondere allusioni ad un rapimento legato alla storia e misteri d’Italia. Il rapimento di Aldo Moro.

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Credit foto Rivista O.P

Di Pierdomenico Corte Ruggiero

Settimane intense per il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Alessandro Ambrosini, un passato in Forza Nuova e un presente come giornalista, ha diffuso la registrazione di una conversazione con una persona legata in passato a Enrico De Pedis e alla Banda della Magliana. Registrazione avvenuta nel 2009 e diffusa solamente ora. Quando casualmente è insediato il primo governo di destra in Italia.

Il contenuto della conversazione è abbastanza surreale. Mister X racconta che Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi sono state rapite da Enrico De Pedis su richiesta di alcuni cappellani del carcere per ordine del Cardinale Casaroli. Per mettere fine ad un giro di rapporti sessuali che avvenivano addirittura nelle stanze del Papa Giovanni Paolo II. Sinceramente sono affermazioni che lasciano moltissimi dubbi. Ovviamente ad oggi nessuna prova è stata presentata.

Dal 2005 la Banda della Magliana è stata coinvolta più volte nella vicenda Orlandi da ex appartenenti alla Banda. De Pedis rapisce la Orlandi per riavere i soldi dati a Calvi e passati allo IOR; De Pedis rapisce la Orlandi per fare un piacere a Casaroli. Tutte affermazioni mai dimostrate. Semplice mitomania? Forse. In realtà tutto potrebbe essere più complesso. Il riferimento alla vicenda Orlandi potrebbe invece nascondere allusioni ad un rapimento legato alla storia e misteri d’Italia. Il rapimento di Aldo Moro.

Il ruolo della Banda della Magliana nel rapimento di Aldo Moro è stato oggetto di inchieste e libri. A differenza della vicenda Orlandi nel rapimento Moro esistono elementi oggettivi che rendono plausibile l’intervento della malavita romana. Elementi legati principalmente a Tony Chichiarelli. Un personaggio cruciale e ignorato. Chichiarelli era un falsario, grande amico di Danilo Abbruciati uno dei capi della cosiddetta Banda della Magliana. Chichiarelli aveva contatti con l’estremismo di destra e quello di sinistra; con Cosa Nostra; con la Banda della Magliana; i servizi segreti e la P2. Soprattutto è Chichiarelli a scrivere il falso comunicato numero 7 della Brigate Rosse durante la prigionia di Aldo Moro. Sarà Chichiarelli ad organizzare nel 1984 la rapina alla Brink’s Securmark. Una rapina che in realtà potrebbe essere un pagamento per importanti servizi resi.

Il ruolo di Chichiarelli nel rapimento Moro non è mai stato chiarito. Perché scrive il falso comunicato delle B.R? Scatta lui le famose foto Polaroid ad Aldo Moro? Gira anche dei Super8? Molto probabilmente la Banda della Magliana aveva informazioni di prima mano da Chichiarelli.

Un ruolo importante nel rapimento Moro è svolto dal Vaticano. Soprattutto da Paolo VI che voleva fortemente la liberazione di Aldo Moro. Aveva attivato i cappellani presso le carceri per avviare contatti con i brigatisti reclusi, per curiosa coincidenza Mister X dichiara che la stessa cosa venne fatta per Emanuela Orlandi. Erano pronti diversi miliardi di lire per pagare un riscatto. Venne coinvolto anche padre Enrico Zucca legato al Noto Servizio o Anello, organizzazione segreta alle dipendenze del Presidente del Consiglio. Sicuramente il Vaticano ha attivato tutti i canali possibili. Inutilmente.

Rimangono molti lati oscuri sulle mosse del Vaticano nella vicenda del rapimento di Aldo Moro. Il ruolo di don Antonello Mennini o quello di Alessio Casimirri brigatista rosso e figlio del responsabile della sala stampa vaticana. Casimirri partecipa al rapimento di Aldo Moro e dal 1982 è latitante in Nicaragua. Da intoccabile. Figlia di un impiegato del Vaticano è anche la compagna di Gianfranco Moreno sospettato di aver avuto un ruolo nella preparazione del rapimento di Aldo Moro e poi prosciolto. Da chiarire anche il ruolo della “Gran Loggia Vaticana” svelata il 12 settembre 1978 da Mino Pecorelli su O.P.

Oggettivamente è plausibile ipotizzare che il Vaticano abbia usato tutti i canali disponibili. Anche quelli legati alla malavita, che aveva il controllo di Roma. Con lo scopo di allacciare contatti e individuare la prigione di Moro. Forse anche per occuparsi della consegna del riscatto. Le perizie hanno stabilito che Moro ha passeggiato su una spiaggia durante le ultime settimane di aprile 1978. Il Vaticano ha proprietà che si affacciano sul mare in località Palidoro. Il Vaticano ottenne la custodia di Moro in una zona franca durante le trattative? Con la gestione operativa affidata a malavitosi? Certo sembrano fantasie ma il ruolo di Chichiarelli deve far riflettere.

Molto probabilmente la Consorteria ( formata da malavita; P2; spontaneismo armato di destra che dialogava anche con formazioni dell’estremismo di sinistra; pezzi dello Stato e del Vaticano) era in possesso di informazioni compromettenti legate alle trattative per la liberazione di Moro. Forse fotografie  inedite scattate da Chichiarelli e custodite ancora oggi. Non dimentichiamo il furto nel 1999 presso la Banca del Tribunale di Roma. Alla Consorteria non serviva rapire Emanuela Orlandi per far pressione sul Vaticano. Avevano già quanto necessario. Prove che ancora oggi probabilmente provocherebbero un terremoto.

Dobbiamo chiederci il perché viene data tanta importanza a ipotesi senza riscontro su Emanuela Orlandi e invece dimentichiamo sempre il ruolo della malavita romana nei giorni del sequestro Moro. Il perché non si parla più di Pecorelli, Varisco, Chichiarelli, Loggia Vaticana, della cartolina inviata a via Gradoli con riferimento a Gladio e a Enrico Mattei, del rapimento di Marcos Ussia. Perché, rispetto alla scomparsa di Emanuela Orlandi, non è stata approfondita la vicenda della tragica morte di Josè Garramon. Soprattutto resta una domanda cruciale: le vicende italiane e quelle vaticane sono ancora condizionate dalle ombre del marzo/maggio 1978?

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