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Inchiesta

Aree di crisi nel mondo n. 38 del 1-5-2020

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di STEFANO ORSI

Un momento di transizione nel mondo e in Italia, l’epidemia sta rappresentando un elemento discriminante tra un prima ed un dopo il COVID19.

Italia

Nel nostro Paese è stata presentata la famigerata fase due, una fase che dalle prime battute non sembra tenere conto della differente situazione all’interno delle varie regioni.

All’interno del Paese, l’epidemia non si è diffusa uniformemente, circa l’85% dei casi e dei decessi si concentra in Lombardia e nelle province limitrofe, come Piacenza, o Parma, il Veneto in definitiva non è stato colpito pesantemente come si temeva all’inizio dell’epidemia e di certo ha impostato la sua strategia, basata su un numero di Tamponi effettuati spinto al massimo delle potenzialità e disponibilità di macchinari, laboratori e personale reperibile sul loro territorio.

Nel resto del Paese, si è avuto principalmente un contagio limitato per alcune regioni davvero molto limitato.

Non si capisce quindi perchè non considerare queste differenze nella strategia di uscita dal Parziale lockdown a cui il Governo, non il Parlamento, ci hanno sottoposti, con grande e pesante limitazioni nelle nostre libertà personali e danneggiamento grave di molte attività lavorative.

Intendiamoci , una chiusura era di certo necessaria, ma è stata di certo molto mal gestita, ad iniziare dal giorni in cui, facendo trapelare delle notizie, prima del loro annuncio ufficiale, si scatenò un fuggi fuggi dalla Lombardia, proprio la regione più infetta, verso quelle regioni che non avevano visto che un numero sparuto di casi di malattia.

Nessun blocco per le autostrade , nessun blocco per i treni, nessun blocco per gli autobus di linea, nessuno stop ai voli dagli aeroporti lombardi.

Tutta lasciato al caso, e si è visto.

Ora ci attende una riedizione di ciò che accadde dal 7-8 di marzo per una settimana, ovvero un nuovo esodo di persone verso le zone di residenza o il rientro presso le famiglie.

Il problema è che in queste regioni del nord, la mia , il Piemonte, e ancor di più la Lombardia, il contagio è tutt’altro che limitato, e il numero di contagiati mai tamponati è davvero abnorme, con mortalità pari al’1% dei contagiati, la stima degli attuali positivi in Lombardia si attesterebbe attorno a 1.500.000 contagiati, ma se la mortalità fosse di poco inferiore o i morti, come si teme, sopra i 20.000 allora supererebbero i due milioni.

I contagiati asintomatici , come si vede ad esempio nel caso del calciatore Dibala restano positivi a lungo e quindi anche contagiosi.

Chi rientra nelle regioni va immediatamente, o meglio andrebbe immediatamente messo in quarantena stretta, senza possibilità di uscire di casa e sottoposto ad immediato test sierologico, ma sappiamo molto bene che nemmeno con la prima ondata di ritorno, è stato fatto nulla di tutto ciò e anche questa volta sarà lo stesso.

Ci sono regioni come la Calabria, il Molise, la Basilicata, l’Umbria, che hanno davvero un numero minimo di casi, e quelli avuti praticamente sono riconducibili a contagi per rientro di migranti dal nord, a mio parere potrebbero benissimo avviarsi verso un corridoio preferenziale e prevedere misure di riconoscimento verso i diritti dei cittadini  a riaprire quelle attività che certifichino la sicurezza dell’attività svolta, come del resto fanno le grandi aziende, dove tutto è praticamente demandato ad un piano interno di una apposita commissione aziendale e non vi sono, alla fine, controlli da parte dello Stato, non si capisce dunque perchè ciò che è consentito al grande non possa essere consentito al piccolo. “Quod licet Jovi non licet bovi” torniamo sempre a questo annoso problema italiano.

Il 4 maggio torneranno al lavoro poco più di 4 milioni di cittadini, e sembrano molti , ma non è così, perchè quelli che in questi due mesi sono via via tornati a lavorare sono davvero molti ed anche nelle zone più colpite , dove io del resto risiedo.

Fino a  tre settimane fa non incrociavo molta gente in movimento negli orari di cambio turno nelle industrie, ma a partire dai primi di aprile sono andati via via aumentando progressivamente fino a notare solo in minima parte qualche differenza dal prima dell’epidemia. Il tutto si è svolto col giochetto delle richieste di riapertura in deroga, garantendo le misure di sicurezza, cui le Prefetture non sono state in grado di rispondere e per il principio del silenzio assenso queste hanno potuto riaprire man mano.

Oggi ho anche sentito la Presidente della Calabria lanciare un allarme per il fatto che i treni in partenza dalla Lombardia risultino spesso esauriti a partire dalla notte del 4 maggio, e teme ci si trovi di fronte ad un nuovo esodo di massa come già accaduto, il Governo pare fare spallucce trincerandosi dietro ad un “ci saranno i controlli” ma per ora ci sono solo i biglietti già venduti e scommetto che i treni partiranno e pieni secondo le nuove norme che regolamentano le distanze tra i passeggeri, cui seguiranno anche incrementi delle tariffe sicuramente.

Attendiamo ancora che si dia il via ad uno screening sui cittadini per comprendere la grandezza del contagio e quindi la corretta mortalità del virus, e per isolare gli infetti contagiosi, finora non ve ne è traccia.

In Inghilterra sono ormai prossimi ai 100.000 test giornalieri, da noi nel momento di maggiore pressione epidemica sono arrivati a poco più di 60.000.

La Gran Bretagna, prima ho scritto , sbagliando, Inghilterra, è ormai prossima a superarci nel triste primato del numero complessivo dei morti, cosa che davvero non avrei augurato a nessuno.

I casi di decessi da noi ormai si stanno attestando attorno ai 300 giornalieri, e scenderanno presto a duecento e poi a meno ancora si spera a meno che le riaperture non pregiudichino ulteriormente una situazione già complessa. Non si può in eterno limitare i contatti con genitori e parenti ma in assenza di test non ci viene lasciata altra scelta e questo è davvero un dramma.

Ci sono misure che ci attendiamo in questa fase 2 e da cui non si  può prescindere, che venga riconosciuto un differente trattamento per quelle regioni che abbiano una casistica bassa o quasi inesistente, affinchè i cittadini recuperino quei loro diritti alla vita decorosa, al lavoro, e agli affetti, ad una passeggiata senza timore di essere multati per l’eccessivo zelo di qualche pattuglia, e che i provvedimenti del governo siano finalmente PRECISI nelle indicazioni, in modo da ridurre un margine di interpretazione davvero intollerante in un Paese civile.

Ci avviamo verso un passaggio importante, e non lo si può sbagliare, per cui si vigili principalmente sulle regioni maggiormente a rischio, pronti a fermare nuovamente se si avvertisse un aumento dell’indice R0, ma dall’altro si riavvii la vita normale laddove non esiste ad oggi un rischio immediato per la salute pubblica, limitando il più possibile e solo dopo accertamenti medici i trasferimenti da regione a regione al fine di non compromettere situazioni al momento positive.

Vorrei sollecitare poi il Governo affinchè si adoperi di più e meglio per l’aumento deciso della capacità di eseguire test che deve necessariamente arrivare alle 6 cifre entro breve, nell’aumento dei posti nelle terapie intensive, con l’acquisto di altri ventilatori e il potenziamento della loro costruzione, come anche per il materiale di protezione degli operatori e dei cittadini che ancora dipende troppo dalle importazioni, cosa che fa la fortuna delle speculazioni e dei truffatori senza scrupoli, come le indagini che coinvolgono anche l’ex Presidente della Camera Irene Pivetti dimostrano, accusata da tre Procure, di aver venduto mascherine che pare manchino delle opportune certificazioni comprovanti le caratteristiche e idoneità all’impiego.

Non vedo ancora partito una produzione forte e sostenuta a livello nazionale,. Si punta sempre, nella logica liberista a trovare degli imprenditori che sian disposti ad imbarcarsi in questa impresa, quando invece avrebbero dovuto puntare tutto e subito ad una società interamente sotto controllo statale e magari militare per tutto questo settore ormai di importanza vitale.

Il secondo Dopoguerra e il ruolo dell’IRI e di Mattei sono forse stai dimenticati dai nostri governanti? Assistendo al tenore di molti dibattiti in Parlamento mi domando se saprebbero anche solo rispondere ad una domanda su chi fosse Enrico Mattei.

Eppure le ultime nostre industrie statali, o meglio a partecipazione statale, mietono successi nel mondo, con il contratto da poche ore siglato dalla Fincantieri con la Marina Usa per la costruzione della nuova classe di Fregate lanciamissili americane FFG(X) dalla progettazione alla costruzione, un affare di circa 800 milioni di dollari per la costruzione dell’unità capoclasse cui poi ne seguiranno altre 9 per un valore complessivo di 5,5 miliardi di dollari. Cui potrebbero aggiungersi altre 10 fregate successivamente.

Pochi giorni fa, sempre Fincantieri, ha posto in sede l’ultimo pezzo della parte sopraelevata del nuovo ponte sul Polcevera a Genova, immagine quella del ponte illuminato con i colori della nostra bandiera che ci riporta alla mente l’altra tragedia di quasi due anni fa e il crollo del Ponte Morandi.

L’Italia è quindi un Paese capace di trovare in se le risorse per eccellere in ogni campo, ma la politica deve tenere il passo delle capacità del paese e sostenerle e difenderle, non si deve mettere tutto a rischio cedendo al MES che minerebbe la nostra sovranità e ci porrebbe alla mercé delle ulteriori mire espansionistiche franco tedesche e non a caso ho citato i successi di Fincantieri perchè quella è proprio uno dei bocconi che a Berlino sognano di prendersi con 4 spiccioli gettati con grande disprezzo ai nostri piedi.

Io ritengo che si debba guardare con grande sincerità verso noi stessi e la nostra storia come Paese e essere consci dei rischi e dei pericoli che stiamo correndo in questi giorni, la difficile situazione non deve spingerci a decisioni affrettate di cui potremo di certo pentirci ma da cui poi non sarà possibile tornare indietro, il sistematico saccheggio di quanto vi fosse di vendibile in Grecia ci deve insegnare cosa vogliono fare di noi  i nostri “partner” europei, coloro che ci trattano e considerano dei pezzenti, cui non si deve neppure dare l’elemosina, come le parole sprezzanti del premier olandese Rutte ci evidenziano.

Al momento per noi c’è solo il MES e con esso , in ogni caso e situazione, ne seguono pesanti controlli sulle nostre scelte economiche e politiche da parte degli organismo che sappiamo bene essere sotto totale ed assoluto controllo franco tedesco.

Si sappia guardale la realtà in faccia e si sappia che non esistono scelte obbligate ma solo scelte difficili da prendere, ma oggi più che mai occorre avere il coraggio necessario a prenderle.

Corea, posso annunciarvi che dopo tre settimane, come avevamo suggerito la volta scorsa, il Leader coreano Kim Jong-un è riapparso in pubblico, certificando come tali le innumerevoli fale news, ovvero frottole, raccontate da certa stampa nazionale e occidentale. Kim non è nuovo a simili trovate, non sapremo mai ne dove ha trascorso questo periodo ne cosa abbia fatto, ma di certo le autorevoli font che ne davano per certa, la malattia, lo stato vegetativo irreversibile e infine la morte, sono state nuovamente inserite negli elenchi del ridicolo assoluto.

Una ennesima riprova che l’informazione in occidente sia tremendamente malata, forse con un virus ben più pericoloso del COVID19, la corruzione.

Voglio ricordare al termine di questo articolo la figura di un grande giornalista scomparso e che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere, Giulietto Chiesa, il suo esempio e il suo impegno ci saranno sempre di stimolo a onorarne i tanti pregi con il nostro lavoro.

Ciao Giulietto fai un buon giro attorno al sole.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo