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Cultura

Il giorno cruciale

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di FRANCO LISI

Armistizio “io c’ero!” è l’avvincente libro di Paola Guarini, giornalista di lungo corso, che in poco più di cento pagine ha sintetizzato quel complesso periodo della storia d’Italia che va dalla fine della 2^ Guerra Mondiale all’avvento della Repubblica. Non solo, ma ha  focalizzato il discrimine “fra il buio del fascismo e la luce della democrazia”, nella giornata dell’8 settembre. Una data cruciale vissuta nel ricordo di alcuni personaggi rappresentativi del Novecento del nostro Paese.  Tra questi,  politici, registi artisti, teologi, scienziati, scrittori: da Giulio Andreotti a Margherita Hack, a Tonino Guerra, Lina Wertmuller, Emanuele Mancuso, Teddy Reno, Padre Sorge …17, in tutto. Interviste che la Guarini ha cominciato a raccogliere nel 2010, interrompendosi nel marzo del 2018, quando fu colpita da un aneurisma che le è costato circa 300 giorni di calvario tra ospedale e centro di riabilitazione. Ha ripreso e completato il libro nell’aprile del ’19 completandolo nei giorni scorsi, in pieno lockdown. Il titolare della Edizioni dal Sud, Peppino Ponticelli, un imprenditore coraggioso, affidando la prefazione allo storico Vito Antonio Leuzzi, ha realizzato un pregevole volume che si inserisce autorevolmente nella collana “Memoria” curata dallo stesso studioso pugliese. Il libro si divide in tre parti: la ricostruzione delle vicende che trasformarono l’Italia, da fascista a democratica; le interviste a personaggi della intellighenzia nazionale sul come vissero l’8 settembre; infine,  il racconto del rocambolesco rientro a Fasano di Alfredo Guarini (zio dell’autrice) che si ritrovò a Roma, soldato abbandonato a se stesso, come altre migliaia di militari italiani rimasti  senza capi e senza ordini  in uno sconcertante e irreale  clima di fuggi-fuggi generale.

L’autrice, giornalista grintosa e puntuale, consapevole di non essere una storica accademica, si è buttata in una impresa pressoché impossibile, riuscendo a ricostruire efficacemente uno dei più contorti segmenti della nostra storia cogliendo il senso delle incertezze e delle contraddizioni di un intero popolo cresciuto con le logiche del regime e che si proiettava in una nuova dimensione politica e sociale. La Guarini, infatti “ripercorre, con una chiara narrazione, – scrive Leuzzi – le conseguenze dell’8 settembre  avvalendosi delle valutazioni storiografiche più avanzate, in particolare gli studi di Elena Aga Rossi”. Ai 17 intervistati (manca quella di Andrea Camilleri, deceduto prima che potesse fornire le risposte) sono state rivolte complessivamente 166 domande, simili nel contenuto ma articolate diversamente  e personalizzate.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo