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Angelo Gualtieri presenta il suo libro il Polemista Pav Edizioni

Nella società attuale i protagonisti del mio libro si trovano alla perfezione e ci sguazzano come le anatre in un acquitrino. Questi emeriti individui  non sono una eccezione, ma i prodotti più rappresentativi della stessa società

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Angelo Gualtieri, il Polemista

a cura di Fabia Tonazzi

photocredit pressofice

Oggi parliamo di Angelo Gualtieri e del suo libro “Il Polemista” Pav Edizioni in cui l’autore ci mostra il uso punto di vista su alcune personalità del mondo della politica e non solo…

Con pacata ironia, lucidità e un tocco di sana ferocia, senza fare sconti a nessuno, Angelo Gualtieri traccia un affresco a tinte scure del Belpaese e racconta fatti e vicende degli ultimi quattro anni, mettendo in evidenza come i media hanno manipolato l’informazione tagliandola con l’accetta e commentata a senso unico. Diversi sono i riferimenti ai mostri del talk, ai conduttori televisivi, passando per giornalisti e opinionisti senza disdegnare i populisti e sovranisti di casa nostra. Una certa attenzione è rivolta anche nei confronti dei virologi che sono diventati le “star” del piccolo schermo.

Angelo Gualtieri, se tu potessi descriverti cosa diresti di te…Chi sei e di cosa ti occupi?

Essendo in pensione, non mi occupo più di cose particolarmente impegnative.  I motivi per i quali ho realizzato il mio ultimo libro li ho descritti nella introduzione.  Quando ero stanco e arrabbiato per avere letto o ascoltato delle emerite “ stronzate”, a volte, lanciavo delle invettive ai giornali affinché le pubblicassero e sensibilizzassero i loro lettori.

 Ciò non è avvenuto, ma ne è scaturita questa opera. La mia è  una giornata sostanzialmente incolore, da pensionato. Leggo molto, ascolto musica classica e revival – anni  ’50, ’60 e ’70 -, due volte al giorno vado al bar a prendere i caffè e a cazzeggiare con i pochi amici che mi sono rimasti.

Guardo le partite della Juve, faccio lunghe passeggiate e accudisco ai bisogni della famiglia anche se, sotto questo aspetto, il ruolo di protagonista lo lascio volentieri a mia moglie. Il verbo “ rilassarsi”, quasi mai, fa parte del mio vocabolario. Il mio carattere apprensivo mi porta, invece, più a incazzarmi e spesso a preoccuparmi. Sono in pensione da otto anni. Quindi, la parola “lavoro” non mi appartiene più.

Il titolo del tuo libro è “Il Polemista” ma… anche i polemisti hanno dei sogni, quale era il tuo da bambino?

Da piccolo sognavo di essere un bravo calciatore e di giocare  mezzala nella Juve, anche se ero una schiappa. Siccome i personaggi descritti nel mio libro, nella quasi totalità, li detesto o, perlomeno, nei loro confronti mi è impossibile esprimere un giudizio positivo, mi risulta altrettanto impossibile pensare di avere qualcosa in comune con i medesimi.

I protagonisti del tuo libro, nella società attuale vivono bene?

Nella società attuale i protagonisti del mio libro si trovano alla perfezione e ci sguazzano come le anatre in un acquitrino. Questi emeriti individui  non sono una eccezione, ma i prodotti più rappresentativi della stessa società.

I binomi “politica & libri” e “Politica & cultura”: hai dei libri di riferimento o dei politici che per te sono un riferimento?

Leggo moltissimi libri ma, negli ultimi anni, quelli veramente belli si contano sulle dita di una mano. Nella politica attuale, che è ben lontana da quella di un bel tempo che fu, non trovo personaggi che mi ispirino fiducia. Faccio una eccezione per Mario Draghi che, però, non appartiene al mondo della politica.

Quanto detto vale anche ,in generale, per tutta l’attuale società, che  -si sarà capito –  rappresenta un  mondo nel quale non mi riconosco più. Per sensibilizzare i giovani nei confronti degli eventi culturali e , più in generale, verso i problemi della società nella quale viviamo, per prima cosa, bisognerebbe oscurare, per decreto, alcune emittenti televisive o, perlomeno, tanti loro programmi. Chi leggerà il mio ultimo libro capirà quali e perché.

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