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Musica & Spettacolo

STANDING OVATION PER IL CONCERTO DI CASTRIGNANÒ TRA SUONI MEDITERRANEI E PIZZICA NEL CUORE DI LECCE

Grande partecipazione di pubblico per il concerto “Corpo Battente” di Antonio Castrignanò, autore, musicista e compositore salentino, ospite di Tempora Contempora.

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di Maria del Rosso

Castrignanò ha deliziato con la sua arte autentica i tanti fans giunti da ogni parte del mondo nella suggestiva cornice del Convitto Palmieri nel cuore del barocco leccese.

L’ evento rientra nel focus internazionale sul linguaggio del corpo nelle arti performative promosse da Accademia Mediterranea dell’ Attore,  Polo bibliomuseale di Lecce, Institut Francaise di Roma, Fondazione Nuovi Mecenati, Eu  Japan Fest e diretto da Franco Ungaro.

Il concerto è stato impreziosito dalla voce  unica e dal tamburo appassionato di Castrignanò, uno degli artisti più affermati nella scena musicale popolare salentina e nella world music europea.

L’ artista è stato accompagnato sul palco dalla straordinaria partecipazione di artisti brillanti come Luigi Marra, al violino e alla voce, Emanuele Castrignanò alle tastiere e Davide Chiarelli alle percussioni.

“Corpo Battente” è il progetto proposto dal musicista Antonio in cui mette in luce il legame tra la ritmica percussiva e i corpi che diventano forze motrici di cambiamento interiore nel quadro della pizzica tarantata.

Al riguardo, la pizzica tarantata in passato ha curato uomini e donne morsi dalla tarantola con ritmi energici e irrefrenabili del tamburo suscitando un radicale cambiamento interiore della persona da uno stato di depressione, di forte malessere ad una rinascita che porta al benessere del singolo e della collettività.

L’ augurio è che anche oggi nella nostra contemporaneità, la pizzica tarantata possa continuare a guarire l’ anima del mondo, tormentata dalle guerre, dalla povertà, dalla paura del diverso, dalla disoccupazione e far rinascere una nuova umanità in difesa della Pace tra i popoli.

L’ arte di Castrignanò parte dal Salento, dalla pizzica tradizionale per contaminarsi e per mescolarsi con nuovi suoni del mondo, con una nuova cultura, con nuovi linguaggi, divenendo nel tempo una musica internazionale senza confini, senza barriere, come si nota in “Taranta World”, brano presente nell’ album “Babilonia”, di grande successo a livello europeo.

È il migliore album da tutto il mondo nella World Music Charts Europe.

Una musica che crede nell’ integrazione e nella condivisione culturale come strumenti di emancipazione e di fratellanza tra i popoli.

La professionalità del magnifico Davide Chiarelli nel suonare con entusiasmo le percussioni si incrocia con il talento unico e inconfondibile di Castrignanò per poi fondersi alla bravura di Luigi Marra, alla voce e al violino, fino alla freschezza della giovane età di Emanuele Castrignanò, alle tastiere, conducendo il pubblico in un viaggio catartico, di rinascita, ipnotico e liberatorio tra suoni del Sud e mediterranei.

Suoni occidentali si mescolano ai suoni orientali e si amalgamano  alla pizzica tarantata dei tamburi e del violino che si arricchisce delle percussioni e delle tastiere in un ensemble del tutto inedito.

Castrignanò sperimenta i suoni della contemporaneità, non dimenticando la tradizione. Infatti, l’ artista si è esibito con le “zagareddhe”, i nastrini colorati, segno del suo immenso amore e fedeltà alla propria terra, alla propria cultura, alla propria arte antica, ben radicata nella memoria degli anziani che hanno vissuto l’ esperienza del tarantismo, dal dolore alla rinascita mediante la musica e la danza. Al riguardo, è evidente la passione del polistrumentista salentino per la sua terra di origine, si avverte non solo dalla musica liberatoria e terapeutica della pizzica pizzica ma anche dai testi come il brano “Babilonia”, dal quale prende vita l’ album “Babilonia”, pubblicato quest’ anno, di eccellenti riscontri tra il pubblico e la stampa nazionale ed internazionale. “Madre, comu madre è natura, lu dialettu è cultura, radice, armonia, poesia e musica!”

Antonio in “Corpo Battente” accompagnato da musicisti eccellenti ha dimostrato di aver raggiunto una grande maturità artistica, frutto dell’ esperienza di lunghi anni con artisti importanti della scena musicale italiana ed estera (Stewart Copeland, Mauro Pagani, Giuliano Sangiorgi, Negramaro, The Chieftains, Goran Bregovic, Ballakè Sissoko, Ludovico Einaudi, Mercan Dede),  esibendosi sui palchi prestigiosi europei (è ospite fisso del festival Les Ballets de Monte Carlo con il suo spettacolo Core Meu, impreziosito dalle coreografie della compagnia diretta da Jean-Christophe Maillot e da musiche originali), divenendo un artista internazionale che rappresenta magistralmente la cultura delle proprie radici salentine in tutto il mondo, ottenendo riconoscimenti anche dalla stampa estera.

Castrignanò con la sua professionalità, con il suo carisma, con la sua umiltà che lo contraddistinguono da sempre, ha saputo coinvolgere il pubblico e i suoi fans con entusiasmo, con energia e con la passione verso la musica, trasformando una serata che si prospettava di pioggia e di temporale in un momento di condivisione e di gioia proprio come quando i nostri nonni dopo una giornata di lavoro nei campi festeggiavano nelle aie cantando, danzando e brindando alla vita.

È un artista che ama raccontare la propria terra in parole e in musica per poi tramandare la tradizione che ha studiato e praticato con gli anziani, con i cantori popolari come Pino Zimba, Cici Cafaro, Uccio Aloisi, ai propri figli che ha invitato sul palco a suonare insieme, alle nuove generazioni, ai quali si auspica che sappiano riconoscere e custodire la tradizione autentica.

Castrignanò, potremo definirlo, musicista coraggioso, che non ha  timore di prendere le distanze dal business e dalle logiche di mercificazione della musica tradizionale salentina,  impasto alle lobby, pagando a caro prezzo la propria scelta di umiltà e di difesa dei valori, delle radici e della cultura dell’ amata terra.   

L’ artista salentino è un pilastro fondamentale della pizzica tarantata di oggi e sicuramente continuerà a scrivere le pagine più belle della storia musicale popolare salentina con la sua musica di riproposta che nasce dal Salento con uno sguardo all’ Oriente.

La terra salentina è una luogo magico, ricco di contaminazioni culturali e di diversi linguaggi che si sono plasmati nel corso dei secoli e Antonio lo racconta mediante la sua arte. È viscerale l’ amore del musicista, originario di Calimera, per il Salento, lo si nota nei progetti, negli album, nei tour. C’ è il Salento in ogni cosa che fa. Infatti, il pubblico lo percepisce e le piazze piene di gente che gli vogliono bene e lo ricolmano di affetto sono il più grande attestato di stima nei confronti di un figlio talentuoso della propria terra perché un vero Artista come Antonio va solo amato.          

©Riproduzione riservata

Credit ph. Raffaele Puce

 

Classe '91, sono nata in Puglia. Coltivo da molti anni la mia passione per la scrittura, ho collaborato con diverse testate giornalistiche e partecipo agli eventi di poesia. Per me la scrittura è vita, è sogno, è amore, è linfa vitale. E come afferma Luca Doveri : "La scrittura apre le finestre che si affacciano sull' anima del lettore".