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ICE KREAM LOV3: STILE, GUSTO, EMOZIONI

Kevin Love, all’anagrafe Kevin Pomponi, è un rapper e tatuatore luganese classe 1992

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In copertina, il rapper Kevin Love (immagine concessa dal proprietario).

di Alessandro Andrea Argeri

  • “Ice Kream Lov3” è il tuo ultimo progetto. Ce lo presenti?

L’Ep è composto da quattro tracce, unite dallo stesso filo conduttore anche se vivono di una propria e ben distinta storia, canzoni che vedono le relazioni da prospettive differenti; eventi che si intrecciano nella quotidianità di ognuno di noi. L’Ep è un viaggio alternativo nel mondo delle relazioni, quella imprescindibile con chi e ciò che siamo e quelle di coppia, solide o effimere ma sempre intense.

Cover dell’Ep “Ice Kream Lov3”. Immagine concessa dal proprietario.
  • L’apertura dell’EP non è casuale, giusto?

Ho scelto di aprire l’EP con “Non Mi Manchi” non soltanto perché lo ha anticipato come singolo in estate, ma anche perché ritengo sia l’overture migliore, rappresentando una sorta di collage musicale di emozioni, riflessioni e considerazioni personali, un forte e netto contrasto tra il vuoto scaturito dalla mancanza della persona amata e il desiderio di rinascere, basandosi soltanto sulla presenza di e a sé stessi. Un contrasto che riecheggia in tutto il progetto e che è presente un po’ in tutte le emozioni umane.

  • E “Tinder”?

“Tinder” è il racconto di una storia d’amore vista e vissuta dall’altra parte, dalla prospettiva della donna. In questo caso, è lei che vuole stare con me, ma trattandosi di una relazione molto superficiale, io non penso abbia senso portarla avanti e decido così di chiuderla, dando spazio a progetti personali che credo vadano messi in secondo piano solo quando una relazione di coppia ha le carte in regola per diventare stabile e duratura, anche se, capirlo, non è certo semplice. A proposito di questo, in “Panamera” e “Manila” affronto la tematica di quelle relazioni che sembrano presentare tutti i crismi, tutti i criteri per diventare solide nel tempo, ma che alla fine si rivelano essere solo un fuoco di paglia, attrazioni momentanee che non hanno un proseguo, nelle quali si vive la magia delle prime volte, delle cose fatte insieme bruciando le tappe.

  • Ecco, le tue canzoni sono impostate su delle tematiche. Credi che la trap sia generalmente povera di contenuti?

Si, a volte può succedere che i contenuti siano poveri o scontati, io personalmente cerco di toccare diversi argomenti per riempire quei vuoti.

  • Hai vissuto a Los Angeles, quanto ti ha influenzato l’esperienza americana?

Mi ha influenzato tantissimo, devo molto a LA soprattutto per la mentalità che ho oggi, che è lo specchio del mindset che ho imparato in America.

  • Meglio trap italiana o americana? Credi che manchi qualcosa in Italia?

Preferisco la Trap Americana che credo sia l’originale, il resto, spesso, è una copia in ritardo.

(Immagine concessa dal proprietario).
  • Sei un rapper, ma anche un tatuatore. Anche Noyz Narcos lo era. Faresti mai un pezzo su quel tipo di underground?

Esatto sono entrambe le cose, ma ne nei tatuaggi ne nella musica ho a che fare con quello che ha fatto e fa Noyz. Forse potrei parlare anche di quel mondo, ma sempre a mio modo.

  • Stai già lavorando a un nuovo progetto. Ci anticipi qualcosa?

I miei progetti futuri? Un nuovo me, la mia rinascita. Le prossime uscite sono molto diverse da quello che avete ascoltato fino ad ora senza stravolgere chi sono. Ci saranno anche dei featuring internazionali importanti in stile trap al 100%.
Non vedo l’ora di farveli ascoltare…

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Mi pongo delle domande. No, non sono un filosofo.