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“TI AUGURO L’AMORE”, IL DEBUTTO DI KALLÍSTO

Intervista a Kallísto, cantautrice romana classe 1987 al suo debutto assoluto.

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In copertina, la cantante Kallisto. (Immagine concessa dall’ufficio stampa dell’artista)

di Alessandro Andrea Argeri

La fine di una relazione in un augurio da cui rinascere. Con grande coraggio, dopo un’intera vita trascorsa a comporre inediti, riflesso del proprio universo interiore, posati e richiusi nel cassetto del cuore, tra emozioni e ricordi, Kallísto si tuffa a capofitto in questa nuova avventura, regalandoci un arcobaleno di emozioni tra barre e poesia.

Cover del singolo “Ti auguro l’amore”. (Immagine concessa dall’ufficio stampa del cantante)
  • Di cosa parla “Ti auguro l’amore”?

“Ti auguro l’amore” narra di come una relazione sentimentale possa consumare e logorare i cuori dei partner, lasciando nell’animo di entrambi strascichi e segni indelebili. Ferite profonde, che però, in seguito ad un lungo periodo di sofferenza e introspezione, si rimarginano, fluendo in una presa di consapevolezza capace di condurci, giorno dopo giorno, ad una ritrovata fiducia in noi stessi.

  • In due parole?

Consapevolezza e fiducia, ma anche comprensione. A volte viviamo la rottura di una relazione un po’ come un lutto. Poi, un giorno, quando meno ce lo aspettiamo, tutto cambia: personalmente, mi è capitata una foto della persona con cui stavo sotto agli occhi, un’immagine in cui questa persona sorrideva, ma aveva la tristezza impressa negli occhi. In quel momento, tutto mi è stato chiaro. Io volevo solo che tornasse ad essere felice, gioiosa e in armonia con sé stessa come quando mi amava, perché vedere che stava male, mi rattristava tantissimo, inspiegabilmente. Io volevo il suo bene. Così ho capito che finalmente l’avevo lasciato andare.

  • Questo è il tuo esordio musicale. Prima avevi scritto altri testi?

Ho iniziato a scrivere dall’età di 7 anni, ma la maggior parte delle cose che ho scritto non le ho mai possedute.

  • In che senso?

Nel senso che o sono andate perse per la mia scarsissima propensione alla tecnologia, quindi mai incise e pertanto dimenticate, oppure, come capitava spesso, mi partivano da dentro delle canzoni che una volta scritte, decidevo di regalare, perché erano destinate a qualcuno che non ero io. Fortunatamente alcuni brani ho avuto la premura di salvarli e mantenerli nella mia vita. Inizialmente componevo solo brani strumentali. Poi d’improvviso sono iniziate a comparire anche le parole. Non le ho cercate. Sono venute da sole.

  • Il tuo modello musicale chi è?

Non ho un proprio un modello musicale. Posso però dire che l’artista capace di influenzare la mia vita è stato senza alcun dubbio Jim Morrison.

  • L’idea e il concept iniziale del video musicale come nascono?
Video youtube di “ti auguro l’amore”

L’idea del video nasce da quelle sensazioni che si possono provare nel momento in cui si chiude una relazione. L’idea della fine di un rapporto importante può essere vissuta un po’ come un come un lutto. La perdita di una persona che continua a tormentarci, nella testa e nel cuore, continuando ad apparire e a farci sentire la sua presenza, attraverso immagini, frasi e ricordi, pure se non è più parte della nostra vita. Il mostro che torna dalla morte, quindi lo zombie, rappresenta proprio questo, il ricordo della persona che torna a tormentarci. Metaforicamente è stato davvero spontaneo poi legare al tutto la storia che è diventata oggetto del videoclip.

  • Domanda ironica: a questo punto, credi sia un caso che tu sia cresciuta a Centocelle, quartiere che fa da sfondo nel film cult “Amore Tossico”?

Mi stai dando della tossica? (Ride, ndr.) Scherzi a parte. Non credo esista qualcosa di davvero casuale. Non sono religiosa, ma spirituale sì. E credo tutto abbia un senso. Quindi anche il fatto io sia cresciuta a Centocelle sicuramente rappresenta una componente fondamentale di ciò che sono.

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Mi pongo delle domande. No, non sono un filosofo.