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TRUNCHELL, ETC., TORNA CON “CAMERA N.9”, UN VIAGGIO TRA LE TENEBRE

Intervista a Trunchell, Etc., pseudonimo di Francesco Truncellito, cantautore italiano nato a Matera.

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Cover di “Camera N.9”, nuovo singolo di Trunchell (Immagine fornita dall’ufficio stampa dell’artista).

di Alessandro Andrea Argeri

Linguaggio diretto tipico del rap, sonorità introspettive, creepy, malinconiche, complesse, distorte, in cui testi ricchi di citazioni storiche, bibliche, esoteriche descrivono il caotico universo di Trunchell, Etc., un artista fuori dagli schemi nato per portare a galla disagi, debolezze, ma soprattutto tematiche scomode nella speranza di una presa di coscienza collettiva capace di trasformarsi in un futuro più attento nonché costruttivo. Dopo “Emily Norton” e “Truman Show”, Trunchell, Etc. torna nei digital store con “Camera n9” (PaKo Music Records/Visory Records/Believe Digital), singolo da cui si evincono nuove sfumature della sua sfaccettata visione artistica. In questa intervista conosciamo meglio l’artista.

Nella foto, il cantante Trunchell (Immagine fornita dall’ufficio stampa dell’artista)
  • Com’è la gavetta nel punk e nell’alternative rock?

Ho iniziato a suonare nella prima band quando avevo 12 anni, con loro ho inciso il mio primo EP in assoluto e fatto un mini tour nel nord Italia. Amavo suonare la batteria e avrei voluto continuare, ma allo stesso tempo avevo bisogno di esprimermi in maniera più completa a livello musicale. Da questa necessità nasce il progetto “Trunchell, Etc.” e devo dire che ho esaudito pienamente il mio desiderio. Le due band principali nelle quali ho militato come batterista sono state gli “Happy Milf” e i “Thousand Miles There”, con entrambe ho inciso un EP e suonato ovunque si potesse, anche in qualche centro sociale prima che i locali ci dessero serate. Sono stati bei tempi e li ricorderò per sempre.

  • Sei uno dei principali esponenti, se non il pioniere, dell’“horrorcore”, cosa sarebbe?

L’Horrorcore in sé non l’ho inventato io, anche se sono uno dei pochi in Italia che ha deciso di
dedicarsi a questo tipo di musica con la consapevolezza che sarebbe stato molto più difficile uscire dalla nicchia di amanti del genere. Per come lo intendo e lo eseguo io, l’horrorcore è una sorta di rap con sonorità che richiamano scenari creepy derivanti dalla cinematografia e dalla letteratura horror e testi altrettanto cupi con citazioni bibliche, storiche, esoteriche… Io, personalmente, non ho una tematica principale su cui scrivere. Tendo a prendere spunti da varie cose: film, libri, avvenimenti, e li tratto facendoli combaciare con lo stato d’animo che ho in quel determinato momento.

  • Ci presenti “Camera n9” e perché questo numero?

“Camera n9” è uno dei brani a cui tengo maggiormente, perché rappresenta una sorta di rinascita personale, una ritrovata cognizione del proprio Io. Il numero 9 è l’unico i cui multipli si riducono sempre e comunque ad esso (9×2=18 – 1+8=9; 9×3=27 – 2+7=9, ecc…) e l’ho scelto proprio per sottolineare quanto sia importante prendersi del tempo da dedicare a sé stessi; quanto, l’amarsi, sia indispensabile per poi poter amare gli altri.

  • Non temi di essere troppo hardcore? O di influenzare negativamente gli ascoltatori più giovani?

Non ho mai incitato i miei ascoltatori a fare o non fare qualcosa. Il dono più grande che abbiamo penso sia l’autodeterminazione e lo esalto fino all’estremo. A volte mi servo di simboli o concetti controversi per far arrivare messaggi in maniera più diretta, sperando che l’ascoltatore sia in grado di scindere la mia persona dal personaggio. In una scena musicale in cui l’incitamento all’uso di sostanze e alla violenza è sempre più frequente, Trunchell è l’ultimo dei problemi.

  • In “Emily Norton”, ma anche in Braille, hai citato Salmo, quando faceva hardcore. Ti ispiri anche a Nitro?

Salmo e Nitro sono stati i primi artisti rap che ho ascoltato e amato, quindi indubbiamente ho preso molti spunti da loro. Un’altra fonte importante d’ispirazione è Marilyn Manson, soprattutto per quanto riguarda alcuni concetti che tratto nei miei testi e gli scenari cupi di cui parlavo precedentemente. Della scena italiana stimo anche artisti come Claver Gold, Murubutu, Axos e Rancore.

Video musicale di Emily Norton

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Mi pongo delle domande. No, non sono un filosofo.